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La sicurezza: le basi per una session di solo divertimento!

La cronaca a volte sembra volerci svegliare da un sogno con un diretto diritto sotto il mento per riportarci ad una realtà passata in cui l’incidente grave praticando il kitesurf non era evento raro.

La nostra passione per uno sport  dichiarato estremo potrebbe portarci a pensare che a noi non capiterà forse mai,  che è stato un caso fortuito e che  l’oceano racconta spesso tragedie forse in parte evitabili o forse no ma  che comunque sentiamo molto lontano da noi.

Quando succede un incidente ad uno sportivo amatoriale o pro che sia è sempre toccante e tutta la comunità degli sportivi ne risente emotivamente; siamo uomini  e le emozioni fanno parte del nostro essere ma siamo anche sportivi e quindi votati per definizione al superamento dei nostri limiti.

Quello che uno sportivo può e deve fare, quello che noi tutti possiamo fare è cercare di superarli  conoscendo il più possibile tutti i singoli passi previsti da procedure ormai standard di sicurezza del kitesurf.

La conoscenza di ciò può aiutare a rompere anche solo un anello della catena di eventi che possono portare ad un epilogo negativo.

Dunque è compito dei tecnici della federazione, istruttori di qualsiasi associazione o ente sportivo informare i propri allievi/soci ma è di fatto anche coscienza ed obbligo di ogni singolo sportivo di ogni livello cercare di ottenere il maggior numero di informazioni sull’argomento sicurezza, valutando sempre la fonte.

Tutto parte proprio da voi! in fondo siete voi che scegliete di fare kite, voi siete i migliori arbitri e giudici di voi stessi.

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Direi che iniziare dalla valutazione della propria condizione fisica sia assolutamente prioritario, personale certamente ma fondamentale.

Solo voi conoscete il vostro stato di salute.  Sento dire spesso: più il gioco si fa duro e più i duri cominciano a giocare.  Sappiate che non c’è un detto piò fuorviante di questo per quanto riguarda gli sport estremi. Non si tratta di orgoglio o dover dimostrare quanto si vale. Gli atleti professionisti degli sport estremi sono sotto attento controllo medico ed hanno a disposizione una  equipe votata al raggiungimento della loro massima performance; nessuna improvvisazione o atto impulsivo.

Dunque riflettiamo;  la conoscenza del proprio stato di salute è fondamentale in quanto se non lo si conoscesse a fondo anche una situazione  ipoteticamente tranquilla potrebbe risultare a rischio.

Voi direte: “ma noi siamo soci della Kitepoint! “

Ottima risposta e direi un buon punto di partenza; questo significa che abbiamo un certificato medico ( agonistico o non agonistico) obbligo di legge, che attesta le nostre condizioni generali di buona salute, abbiamo fatto almeno un elettrocardiogramma,  magari siamo anche donatori di sangue e ci manteniamo in forma.

Per quanto riguarda il lato tecnico, ormai gli standard di sicurezza dell’attrezzatura di cui ha bisogno un kiter per navigare sono davvero molto alti.

Esistono più livelli di sicurezza per quanto riguarda l’attrezzatura in senso stretto: depower, quick release, sgancio leash di sicurezza e coltellino..

Questi sono sistemi da conoscere ed esserne  assolutamente padroni ma non bisogna dimenticare che la sicurezza inizia a casa vostra e magari proprio nei giorni in cui non fate kite!

Lo so, lo so; siete impegnati, avete famiglia, gli obblighi lavorativi vi assorbono completamente ma onestamente, quanto vi farebbe arrabbiare questo scenario: dopo tanti giorni di “piatta”, finalmente si presenta  all’orizzonte una bella “ maestralata” di 20 nodi , arrivate in spiaggia e  scoprite che c’è qualcosa che non va nella vostra attrezzatura?

Quindi il consiglio è quello di controllare lo stato della vostra attrezzatura quando non siete impegnati in mare.

Si tratta di controllare:

1- Stato delle linee: usura, controllo di assenza di nodini, che potrebbero rappresentare i prossimi punti di stress e sicura rottura.

2- Stato della cima del depower

3- Stato della barra

4- Funzionamento del Quick Release

5- Stato delle briglie del Kite

6- Stato e pulizia delle carrucole (se presenti)

7- Stato del Kite in generale ( tessuto, stato dei bladders)

8- Stato della muta ( soprattutto quella invernale: il freddo toglie rapidamente energie e lucidità)

Ok, ci siamo , l’attrezzatura è pronta dunque siete pronti per una nuova session.

Qual sono i prossimi passi per godercela in pieno? La valutazione dello spot e delle condizioni meteo marine .

Valutare correnti, eventuali fronti all’orizzonte, stato del mare sono le valutazioni che un velista/ kiter deve constantemente fare e mai dare per scontato, neanche nel proprio home-spot,  in quanto possono cambiare a volte anche rapidamente soprattutto quando si parla di perturbazioni in evoluzione.

Chiediamo agli esperti del posto, aspettiamo che altri di un livello superiore a noi vadano in acqua per avere dei riscontri; onestamente se un kiter più bravo di me mi dicesse di non uscire io gli darei retta. Forse perderò una uscita di sicuro molto sofferta e non divertente ma di sicuro ne avrò guadagnate molte e molte altre; si migliora per gradi.

 Quindi riassumendo:

 1- Stiamo bene fisicamente e ben allenati   

2- Attrezzatura in ordine

3- Condizioni per una session adatta al nostro livello

Direi che con questa base di partenza allontaniamo di molto la possibilità che possa accadere qualcosa che vada al di la delle nostre capacità di risposta ad un evento improvviso.

Però non dimentichiamoci che non siamo in palestra  o in uno spazio chiuso: l’episodio che può innescare una serie di eventi può sempre accadere; sta a noi sapere come disinnescare la possibile miccia.

Realisticamente la maggior parte dei Kiters amatoriali esce in condizioni meteo marine relativamente standard dove il rischio maggiore è rappresentato dal calo di vento improvviso e /o rotture varie.

Scenario Calo di vento.

Ci ritroviamo in quella condizione che molti kiters temono: kite in acqua senza la minima possibilità di farlo ripartire.

Orgoglio personale distrutto, autostima a pezzi, sappiamo già che tornando a riva dovremmo offrire da bere a qualcuno, ma “no panic” e usciamone con le nostre forze. 

Applichiamo la procedura standard di Self Rescue, pochi passi da effettuare in sequenza, senza allarmismi.

 1- Rilascio completo del quick release lasciando arrivare la linea di sicurezza fino alla stopper ball.

2.- Recupero della linea di sicurezza ( meglio di lato per evitare intrecci e mai e dico MAI arrotolandola intorno a mani o dita) fino a giungere alla barra.

3- Avvolgere la linea di sicurezza intorno alla barra per essere sicuro di neutralizzare il tiro del kite e mantenerlo così in stand-by.

4- Iniziare a  riavvolgere  tutte le linee intorno alla barra, come si fa quando disarmate il kite a terra, fino a giungere in prossimita del kite.  Dovrete applicare un po di leva per riavvolgerle tutte.

5- Giunti al kite possiamo scegliere due opzioni: nuotare con il kite o usarlo come vela, dipendendo dalla direzione del vento che non è scontato possa aver cambiato direzione.

6- Esiste ancora una leggerissima brezza side, side on che ci permetterebbe di tornare a riva facendo meno fatica usando il kite come vela in acqua

Ottimo! Dunque la procedura è prendere uno dei due TIP e portarlo a noi che nel frattempo ci saremo adagiati al centro della leading edge. Con il kite completamente gonfio potrebbe essere difficile portare uno di questi TIP a noi; molti suggeriscono di sgonfiare un po il kite. Attenzione che i kites moderni sono tutti one pump, quindi se non lo aveste fatto prima chiudete tutti i bladders prima di sgonfiare leggermente la leading edge per facilitarvi il movimento e non rischiare uno sgonfiaggio eccessivo e repentino.

Si potrebbe obiettare: ma perché tutta questa fatica? Sgonfiamo tutto,  pieghiamo e nuotiamo.

Obiezione a cui si risponde sottolineando l’importanza di essere visibili in acqua e di risparmiare fatica; facciamo lavorare il kite per noi.

La procedure finali di “pack down” del kite, cioè sgonfiaggio e ripiegatura in mare, è valida se fosse presente un mezzo di appoggio pronto a raccogliervi: è una procedura non di sicurezza in senso stretto ma atta a facilitare il recupero a bordo.

In tutta questa procedura sembra ci siamo dimenticati di parlare della nostra cara e amata tavola, compagna di avventure; ebbene no.  Siamo in situazione di “emergenza” e dobbiamo fare una scelta e si opta sempre per il kite; gallegiabilità e visibilità. Certo se davvero le condizioni meteo fossero davvero tranquille con acqua piatta e la tavola fosse ancora vicino a noi, possiamo pensare di agganciarla al nostro leash ma sappiate che questo comporta sempre un margine di rischio. Pensiamoci dopo alla tavola, una volta a terra ed in sicurezza.

IL SELF RESCUE CODIFICATO DALL’ISAF

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Attenzione!In acqua le energie possono rapidamente consumarsi se unite a panico.  L’utilizzo di un giubbotto di aiuto al galleggiamento e prevenzione impatti è consigliato; in certe situazioni il cui sviluppo prevede del tempo in acqua per uscirne per riportarsi in completa sicurezza,  può fare la differenza nella gestione delle vostre forze.

Vorrei sottolineare uno scenario dove l’azionamento del quick release e sgancio leash di sicurezza sono  d’obbligo; mare con onda formata importante, kite ormai nell’impossibilità di essere rilanciato ma con ancora trazione o rischio di essere trainato dall’onda . Non c’è self rescue che tenga, li si rischia l’annegamento; abbandonare l’attrezzatura e pensare a portare a casa la pelle ragazzi!!

In questo scenario potrebbe essere anche di vitale importanza l’uso del coltellino inserito ormai nella maggior parte dei trapezi moderni o comunque se non lo avete pensate a dotarvene subito. Le onde potrebbero spingervi tra le linee del kite e rischiare di rimanerne avvolti; in tal caso estrarre il coltellino e tagliare con vigore le linee senza pensarci due volte.

Per quanto riguarda le rotture improvvise che hanno comunque una probabilità di avvenire anche se avete fatto un check completo pre-session posso elencarne alcune tra le più comuni.

 

  • Rottura di una back line: sganciare il quick release, il kite potrebbe iniziare una sequenza di Loop fuori controllo
  • Rottura depower; il kite vi da un deciso strattone e nella maggior parte dei casi ne perdete il controllo; self rescue.
  • Rottura chicken-loop: self rescue per i meno esperti, possibile navigazione unhooked per i più esperti magari tirando il depower con una mano.
  • Sgonfiaggio in aria di un bladder; avete chiuso tutto il sistema di one pump? bravi senza un bladder si puo ancora navigare altrimenti siete destinati ad una bella nuotata. Alla peggio sganciate il QR, self rescue, pack down e magari usare la tavola ( soprattutto se surfino, freerace/race con un bel volume) come riserva di galleggiamento su cui mettere tutta l’attrezzatura sempre e solo dipendendo dalla condizione meteo marine.

Tutte queste sono le sicurezza che dipendono solo da voi ma in mare spesso siamo tanti e la navigazione in gruppo implica il doversi confrontare con i comportamenti e spazi altrui; è per questo che sono in vigore delle regole di navigazione che non rappresentano una opzione ma bensì un obbligo da rispettare senza eccezioni.

Le regole base di precedenza sono codificate in maniera univoca, sono poche e chiare; non date retta a chi cerca sempre una interpretazione personale fingendo chissà quale preparazione tecnica. Non stiamo gareggiando in un match race, ne in una regata di flotta, non ci sono giudici di regata a cui chiedere una penalizzazione .

La conoscenza delle regole di precedenza deve far parte del bagaglio culturale di base di ogni velista che si rispetti ma purtroppo dobbiamo considerare l’eventualità di incontrare qualcuno che le regole le ignori completamente (capita spesso negli spot internazionali) o le interpreti sempre a suo modo e personale consumo ( gli Italiani sono maestri in questo J)

Precedenze-kitesurf

Il mio consiglio è sempre quello di osservare come navigano i kiters  prossimi a noi, stimare il loro grado di preparazione, capire che stile di kitesurf praticano; a volte basta davvero poco per questo tipo di valutazioni. Sono attimi ben spesi che fanno parte delle valutazioni che un kiter deve fare per aver piena coscienza dell’ambiente circostante.

Potrei aggiungere altre cose, infiniti esempi, ma direi che gli spunti per effettuare anche ricerche personali più approfondite ci sono tutti. Noi dalla nostra vi offriamo tutto il supporto per spiegare, chiarire e scambiare esperienze e nozioni tecniche.

Ci sono argomenti da sapere, tecniche di base da apprendere, attenzioni da avere ma non esiste una ricetta valida per ogni occasione.

Pratichiamo il nostro sport in un ambiente mutevole, condividendolo con sportivi che a loro volta rappresentano variabili non controllabili.

Fate vostre tutte queste procedure e poi avanzate nell’intensità/difficoltà delle vostre uscite per gradi e nel dubbio chiedete a gente esperta, non che dice di esserlo, mi raccomando; se si presentasse una situazione improvvisa da gestire sarebbe così più  alla vostra portata.  

Poi pensiamo a divertirci e ricordate che tutto parte da casa.

Molte volte è la stessa attitudine mostrata a terra il vero precursore di alcuni possibili problemi/incidenti in mare.

Kitesurf: non c’è rosa senza spine, maneggiare con cura!

….to be continued

Stay tuned, kitepoint.it on air!

A cura dello Staff  e Tecnici Federali  FIV – Kitepoint asd.

Come attivare i sistemi di sicurezza

Nella pratica del Kitesurf conoscere il funzionamento dei sistemi di sicurezza e di sgancio del kite è uno degli aspetti fondamentali per evitare situazioni di pericolo e per un sicuro uso della nostra attrezzatura. Conoscere come si aziona il quick release, verificarne il funzionamento e il riassemblaggio sono pratiche fondamentali, soprattutto quando si acquista un ala nuova o a maggior ragione usata. La prima cosa da fare è ispezionare la barra con tutti i suoi sistemi di sicurezza.
È necessario poi un continuo controllo, verifica e manutenzione.
È buona norma risciacquare sempre i sistemi dopo l’uso con abbondante acqua dolce e controllarne il funzionamento. Sabbia e salsedine possono usurare i componenti del quick release o semplicemente rendere difficoltoso lo sgancio.
Questi sistemi dovrebbero comunque essere sostituiti dopo 250 ore di navigazione.

In una situazione di emergenza  attivare la “Sequenza delle sicurezze” come descritto:

1) Lasciare la barra
2) Azionare il Quick Release Chicken Loop
3) Azionare il kite leash
4) Tagliare i cavi
5) Togliersi il trapezio

1) Lasciare la barra
La prima azione da compiere in una situazione di percepito pericolo è lasciare la barra.

Per annullare la trazione del kite spesso è sufficiente lasciare la barra. Sulle moderne ali,  portando la barra tutta in battuta alta , il sistema di total de-power, fa si che il kite continui a volare pur non avendo più forza trainante.

2) Quick Release Chicken Loop
Megatron-mainLa seconda azione da compiere, qualora lasciando la barra, il kite continua ad avere forza trainante è attivare il chicken loop quick release.

Il Quick Release è il sistema di sicurezza primario che ci permette di liberarci dalla trazione dell’aquilone in caso di pericolo. Quando si attiva il quick release, il kite rimane collegato al trapezio solo per mezzo della linea dell’ala collegata al leash di sicurezza. L’ala si apre a bandiera e non generare più trazione.
I sistemi di sgancio variano da barra a barra, in base a marca, modello e anno di costruzione del kite, per cui è buona norma “imparare” ad utilizzare la propria attrezzatura ogni qual volta si cambia ala.

3) Quick Release kite leash
La terza azione da compiere, se dopo aver attivato il chicken loop quick release, il kite continua ad esercitare trazione è attivare il quick release kite leash.
Il leash del kite è  un sistema di sicurezza obbligatorio. Non bisogna mai entrare in acqua privi del kite leash. L’obbligatorietà del kite leash è dovuta alla necessità di evitare che il kite rotoli via incontrollato in situazioni di pericolo nelle quali si rende necessario sganciarsi tramite il quick release. Il leash è costituito da un cordino elastico, che viene collegato tramite un sistema a doppio moschettone al nostro trapezio e, o alle linee frontali, o posteriori, o al 5° cavo se presente. Questo cordino ci consente, una volta attivato il Quick Release del Chicken Loop, di rimanere vincolati alla nostra ala, senza perderla e senza lasciarla volar via incontrollata. Ricordiamo che un kite che vola senza controllo in acqua o sulla spiaggia rappresenta un pericolo, a volte anche mortale. Il leash dell’ala va sempre agganciato non appena si impugna la barra e ci si accinge a collegare il Chicken Loop al gancio del trapezio.$(KGrHqJ,!gwE9VfU7gVbBPoqEQhd(w~~60_35 Il leash per l’ala deve essere dotato di quick release.
La lunghezza va da un 95/130 cm in posizione normale con una lunghezza in trazione 140/200 cm. Carico di rottura 200/250 Kg. Questo sistema deve essere attivato solo se ci vogliamo staccare definitivamente dall’ala e in caso di estrema emergenza.

 

 

 

4) Tagliare i cavi
COLTELLINO CAVI
In una situazione di emergenza, anche dopo aver attivato il Quick Release Chicken Loop e il quick release kite leash, può essere necessario tagliare i cavi per cui bisogna essere dotati di un coltellino. Per alcune Capitanerie di Porto è un attrezzo obbligatorio e la sua mancanza prevede delle sanzioni.
Oggi i nuovi trapezi sono dotati di questo accessorio che consente di tagliare i cavi in situazioni difficili e molto pericolose.

5) Togliersi il trapezio
La quinta azione da compiere q
uando si è tentato con tutti i sistemi di sgancio di liberarsi dal kite, ma ancora si subisce la trazione dell’ala, come ultima eventualità, non rimane che togliersi il trapezio.

Altri sistemi di sicurezza complementari

Oh Shit Handle
È una maniglia posta sulle back, dotata di velcro che la tiene unita alla prelinea. Il rider può, prima di sganciarsi dal Chicken Loop, impugnarla per poi sganciarsi, così facendo l’ala si apre a bandiera rimanendo vincolata a questa linea. A questa maniglia va collegato il  leash dell’ala, in questo caso non è necessario impugnarla prima di attivare le sicurezze.

Il 5° cavo
Attualmente la maggior parte delle ali utilizza come efficace sistema di sicurezza la quinta lineao quinto cavo, che corre dalla barra fino al Leading Edge. In questo caso dobbiamo collegare il leash dell’ala all’estremità di questo cavo, in modo che una volta azionato lo sgancio di emergenza la barra scorra via lungo la quinta linea fino fermarsi su una “stopper ball” e l’ala si apre a bandiera non generando più trazione. In qualsiasi momento potremo recuperare il quinto cavo fino a riprendere in mano la barra riamare il tutto e rilasciare lentamente la quinta linea per riportare il kite in assetto di volo. Lo stopper ball è una pallina che ferma la barra quando, per motivi di sicurezza, ci si sgancia dal quick release e la barra scorre sulla linea del leash dell’ala. La posizione della stopper ball è calcolata per permettere al kite di sventarsi e mantenersi in posizione rovesciata, neutra rispetto al vento. 

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10 cose che un principiante deve sapere!

Non vedi l’ora di cominciare con il Kitesurf? Ecco 10 cose che devi sapere se vuoi iniziare in modo sicuro e corretto a praticare questo sport!

1) Ho bisogno di prendere lezioni?
Dopotutto sembra un gioco da ragazzi, giusto? Quindi la prima cosa che viene in mente è “fammi provare da me e vedere come va.” Quello che ogni kiter professionista vi dirà è non iniziare da solo. È assolutamente necessario prendere lezioni, soprattutto all’inizio. E ‘molto più sicuro in questo modo e anche molto più veloce. Prendere lezioni con un buon istruttore vi permetterà di avere fiducia e confidenza con l’attrezzatura. Prendere lezioni consente di stare al sicuro in acqua e imparare le basi essenziali e poi trucchi e suggerimenti che potrebbero salvarvi la vita.

2) Quanto tempo ci vuole per imparare?
Realmente non importa se sei una persona attiva o una patata. Il Kitesurfing si apprende molto rapidamente. Con la giusta istruzione e le attrezzature adatte ci si può aspettare di vedere grandi risultati dopo pochi giorni. La chiave è la pratica, più si prova e si sta in acqua e più rapidamente si raggiungono i vostri obiettivi.

3) Previsioni meteo – Come faccio a sapere quando andare a fare kitesurf?
Se non è possibile fare affidamento su un kitesurfer più esperto in grado di aiutarvi ci sono diversi siti affidabili che danno sempre un report aggiornato e dettagliato sul vento e sulle previsioni meteo. Ricordate, se su una spiaggia affollata non c’è nessuno in acqua, probabilmente c’è un motivo. All’inizio evitare di praticare il kitesurf da soli. E ancora, un buon istruttore vi insegnerà come leggere le condizioni meteo idonee.

4) Quando posso andare da solo?
Tutto dipende dal vostro livello di confidenza nella pratica del kitesurf. Ancora una volta, se avete preso lezioni sarete molto più fiduciosi nelle vostre capacità e quindi con più probabilità sarete felici di entrare in acqua senza supervisione. Il miglior consiglio che possiamo dare è che quando ci si sente pronti, iniziare ad essere indipendenti dall’istruttore e con un paio di amici kiter  iniziare una sessione. In questo modo se si è in difficoltà si può sempre chiedere aiuto o semplicemente avere qualche consiglio. Non dimenticate di fare una valutazione della propria area kite, con attenzione agli ostacoli sottovento. Dovete avere molto spazio per il lancio e poi uscire e divertirsi!

5) Qual è l’attrezzatura giusta per me?
Un altro livello nel vostro processo di apprendimento è quando si acquista la propria attrezzatura. Ci sono tre fondamenti attrezzature: Trapezio: Una buona imbracatura è come un buon paio di scarponi da sci, fate in modo di scegliere qualcosa di comodo. Aquiloni: è necessario scegliere un prodotto sicuro e affidabile che può davvero aiutarvi a progredire. Le cose fondamentali per un principiante sono la semplicità di rilancio e range di vento. Il rilancio dall’acqua sarà molto importante in quanto ciò renderà ogni sessione sicura. Tavola: al momento di scegliere la taglia giusta è necessario conoscere il peso e livello di abilità. Se sei un kiter principiante è necessaria una tavola grande per ottenere una superficie più grande e quindi facilitare la planata.

6) Dove posso comprare?
Un ottimo modo di ottenere consigli sull’attrezzatura da acquistare è ascoltare il consiglio del vostro allenatore che vi suggerirà ciò che è più adatto a voi.

7) Il contatto con altri kiters.
Trovate il vostro forum locale di kiteboarding o associazione, questo vi aiuterà ad incontrare persone con la stessa passione.

8) Viaggi -Gite di Kite
Ogni kiter vi dirà che il vostro primo viaggio kite può essere sorprendente, pieno di esperienze e di magia in luoghi ventosi lontani. Il viaggio è il vero cuore dell’esperienza e il gruppo di amici intimi con cui condividerete questa esperienza vi darà ricordi duraturi non solo del kite. Come possiamo trovare qualcosa su queste destinazioni? Semplice! In primo luogo, le riviste di kite offrono alcuni dei suggerimenti migliori per cercare ispirazione per il tuo prossimo viaggio, i siti web e le guide come The World Kite and Windurfing Guide dove è possibile trovare la descrizione di quasi ogni spot esistente.

9) Progressione. Come sviluppare nuove competenze kiteboarding?
Molta importanza assume la pratica,  il modo migliore per ottenere abilità e divertimento. Utilizzare il web e altre risorse per mantenersi aggiornati. Potete anche provare a lezioni avanzate.

10) Chiedi ai professionisti.
Non abbiate paura di fare domande ai kiter più esperti. Essi vi aiuteranno, dopotutto condividiamo la stessa passione.

 

 

Fonte kitesurfingblog.blogspot.it

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KITE ADVICE

redbull-kite-O_01Kite advice: 10 consigli da ricordare 

1. Rimanere distanti dalle zone di balneazione e dalle barche
Surfisti e appassionati di altri sport dovrebbero sempre tenere presente di stare lontano dalle zone di nuoto e dalle barche durante la pratica del kitesurf. È inoltre importante accertarsi che il livello di difficoltà  è adatto alle capacità del kiter.

2. Studiare l’area di pratica
La pratica del kitesurf è consentita oltre 300 metri dalla riva.

3. Scegli un segnale visivo sulla spiaggia
Che si tratti di una bandiera o di un edificio, kitesurf, windsurf e surf dovrebbero scegliere sempre un punto di riferimento situato sulla spiaggia per evitare di andare alla deriva in zone di pericolo.

4. Controllare sempre il meteo
Prima di uscire, è sempre consigliabile controllare se il vento non spiri verso il mare aperto. In questo caso, si consiglia vivamente di non praticare, perché questo tipo di vento cresce facilmente al mare. La presente disposizione si applica a tutti gli sport e in particolare i kitesurf.

5. Indossare il giubbotto di salvataggio
Il giubbotto può essere molto utile in caso di pericolo.

6. Indossare la muta
Il iter dovrebbe considerare di indossare la muta anche d’estate, perché il freddo rimane uno dei principali fattori di rischio per il kitesurf, windsurf e surf.

7. L’attenzione per gli altri praticanti
Rispettare sempre le regole di precedenza in acqua.

8. Verificare l’attrezzatura
Prima di iniziare una sessione, è importante verificare l’attrezzatura. Il kiter deve essere dotato di un sistema di sicurezza, di una muta, di casco e di coltello tagliacavi.

9. Sacchetto sigillato per il telefono
Sempre più utilizzato, questi sacchetti permettono di portare con se il cellulare e in caso di pericolo di contattare le autorità .

10. Evitare l’overconfidence
La maggior parte degli incidenti nel corso degli ultimi 10 anni si sono verificati agli appassionati più esperti. Altre perdite sono state spesso legate alla cattiva gestione del materiale o deterioramento dell’attrezzature. Non sottovalutare il clima e le variazioni. I vento spesso può diventare estremo in un tempo molto breve e diventare pericoloso per la vita.

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KITESURF, KITE BEACH E ASSICURAZIONE RC

articleSiamo alle porte della stagione balneare e l’assicurazione R.C. per il kitesurf è diventata obbligatoria in quasi tutte le spiaggie italiane; sopratutto nel periodo estivo!

Dal 1 maggio fino al 30 settembre infatti ci sarà più o meno in tutta la costa italiana, isole comprese, l’obbligo di uscire esclusivamente nelle kite beach (aree identificate e autorizzate dai Comuni). Ricordiamo che la concentrazione di molti Kitesurf in queste aree, l’aumentare dei principianti nelle giornate con vento leggero e la presenza dei bagnanti nelle vicinanze, sono “componenti” che fanno aumentare notevolmente il rischio di incidenti.

Ma come si calcola il rischio?   Rischio = Probabilità x Gravità 

Quindi riducendo al massimo le Probabilità e la Gravità si può ridurre anche il  rischio;
Ricordiamo sempre che comportamenti, attenti e sicuri “come da manuale” riducono al minimo il Rischio di incidente!!

Chi ama il kitesurf deve impegnarsi quindi, non solo nella pratica corretta di questo sport, ma anche nel rispettare e trasmettere le regole e i comportamenti di base e di “buon senso” che aiutano il kitesurf a crescere, ed essere visto come uno sport disciplinato e ben organizzato su tutto il territorio nazionale ed internazionale!

Molte sono le A.S.D. affiliate alla Federazione Italiana Vela e agli Enti di Promozione Sportiva a cui ci si può rivolgere per informazioni sul Regolamento e sulle assicurazioni per il kitesurf in Italia.

Ricordiamo che molte di queste Associazioni svolgono un ruolo importantissimo perchè sono il primo mezzo di comunicazione con le autorità competenti (Capitanerie di Porto e Comuni); realizzano e mantengono a proprie spese le kite beach; e ad oggi hanno contribuito in modo particolare a portare il kitesurf ad essere uno sport riconosciuto dal CONI, prossimo per le Olimpiadi 2020.

Rispettiamo quindi questo lavoro, promuovendo e rispettando il regolamento all’interno delle kite beach per il bene del nostro amato sport e di tutto ciò che lo circonda.

Carlo Pompili  – Istruttore I° Livello F.I.V.  e delegato della Lega Nazionale Vela UISP – per la regione Lazio

Contattatemi per info in materia al 339-5365186 o per Tesserementi con l’A.S.D. Kitepoint

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PREPARAZIONE FISICA PER IL KITESURF

Il Kitesurf è uno sport affascinante, bello da praticare e spettacolare che sempre più sta diffondendosi tra le masse. Il suo ritmo di diffusione è in costante aumento. Si stima che, attualmente, ci siano già parecchie migliaia di persone che lo praticano in Italia. Pur essendo uno sport che per imparare richiede un livello di preparazione medio bassa, che da una parte va a favore della sua diffusione, dall’altra costituisce un pericolo nascosto dietro ad ogni praticante di questa bellissima disciplina sportiva. Il motivo risiede nel fatto che chi inizia non pensa minimamente al fatto che sia necessaria, come in tutti gli sport, una preparazione fisica di base che non solo serva per ottimizzare la prestazione durante gli allenamenti, ma che serva anche come prevenzione degli infortuni.

Prendiamo un esempio pratico: Mario Rossi, 35 anni, fumatore, impiegato di banca in leggero sovrappeso. Unici sport praticati: maratona delle forchette e ogni tanto qualche partita di calcetto con i suoi colleghi di ufficio. Mario decide di iniziare a praticare il Kitesurf. Fa un corso e inizia a planare sull’acqua gestendo in maniera relativamente facile questo impegno fisico. Il problema sorge quando la situazione in acqua gli richiede un impegno superiore alle sue attuali capacità fisiche di persona sedentaria all’80%. Questo accade quando, per esempio, in condizioni di onda si cade ed occorre recuperare l’ala e la tavola che spesso è difficile da individuare a causa del punto critico di osservazione (al livello dell’acqua) e del moto ondoso (che nasconde i pad o le pinnette della tavola). Questa operazione richiede un certo impegno muscolare, specie in condizioni di mare mosso. Oppure quando, alla fine di un salto, voluto o non voluto, il corpo può subire violenti strattoni a carico della muscolatura. Ordinaria amministrazione per chi è un Kiter di medio o alto livello. Ma cosa accade se il soggetto non ha una opportuna preparazione cardiovascolare (fiato) o muscolare (muscoli forti, flessibili e resistenti)?

Oltre a ciò mettiamoci anche la stanchezza che a fine session raggiunge quasi tutti atleti e non, presi dall’entusiasmo di fare l’ultimo paio di bordi della giornata, portando il corpo ad uno stato di piacevole stanchezza (che solo chi fa Kite può apprezzare, dopo una giornata di vento con l’ala in aria in mezzo ai compagni). Come per lo sci, è proprio nell’ultima discesa della giornata che si rischia di farsi male. In stato di stanchezza, la muscolatura è meno in grado di gestire il carico imposto alla muscolatura, specie se interviene il “fattore x”, che richiede in quel momento un impegno superiore alla normale surfata.??Per rendere più sicuro la pratica di uno sport, specie se si parla del Kitesurf, considerato a ragione uno sport estremo, occorre da una parte rispettare la regole di sicurezza imparate nel Corso di base, e dall’altra preparare in maniera specifica il corpo in modo da renderlo sia più efficiente (aumentando quindi il livello tecnico del praticante) sia maggiormente preparato per la prevenzione degli infortuni. Una preparazione specifica (e NON casuale del tipo, “ho fatto un pò di pesi sono a posto”) ma ripeto, SPECIFICA, ovvero che sia il frutto di una Programmazione adatta allo sport praticato, costituisce una vera e propria assicurazione contro gli infortuni. Prevenire è sempre meglio che curare.
Ma andiamo a vedere nello specifico come preparare atleticamente un praticante il Kitesurf.

1) Preparazione aerobica cardiovascolare
Il Primo, fondamentale step, come in TUTTI gli sport (a parte il ping pong e le bocce) è un’accurata preparazione aerobica di base che permetta di sviluppare il cosiddetto “fiato” ovvero di potenziare la capacità cardiaca e respiratoria. In questo modo il corpo lavorerà ad un “livello di giri”, ovvero con un battito cardiaco inferiore ad un soggetto non allenato in questo modo o sedentario. Il risultato immediato sarà una minore predisposizione all’affaticamento e una capacità di estendere i tempi di allenamento in acqua. Questa fase fondamentale permetterà inoltre di accorciare i tempi di recupero tra le giornate di kitesurf, permettendo di smaltire più velocemente l’eventuale accumulo di acido lattico.

Prima si recupera e prima e meglio si rivà in acqua (sempre vento permettendo, ovviamente).

2) Preparazione muscolare. Power Flex Training
Questa seconda fase è importante quanto la prima. Se l’allenamento cardiovascolare (aerobico) non è affiancato ad un lavoro muscolare, il risultato sarà un Kiter con la capacità aerobica di un corridore ma con la muscolatura di un maratoneta. Cosa negativa se si pensa che il Kiter, seppur agganciato ad un trapezio, ha necessità di braccia, dorsali, addominali e gambe forti.?A questo punto non bisogna confondere lo sviluppo muscolare con il generico training con i pesi della palestra. Anche qui entra il gioco il concetto di Specificità dell’allenamento. La preparazione fisica di base deve rispettare le richieste e l’impegno fisico imposto dalla disciplina praticata. In parole semplici: un maratoneta non deve essere allenato come un nuotatore, così come un ginnasta non deve essere preparato con esercizi di Bodybuilding. Nel caso del Kitesurf, la preparazione muscolare richiede lo sviluppo di una muscolatura forte ma elastica e resistente. Questa scelta deriva proprio dal fatto che un muscolo elastico permette di gestire in sicurezza anche situazioni limite di forti strattoni imposti da raffiche di vento, cambi di direzione e salti non riusciti. Questo discorso vale a maggior ragione per gli atleti avanzati che eseguono manovre sganciati dal trapezio.
Il modo migliore di Traini muscolare per il Kiter è il cosiddetto lavoro muscolare
Power-Flex, ovvero di esercizi di forza sviluppati nel maggior arco di movimento possibile. In sintesi è un lavoro simile a quello che fanno i ginnasti, che nei loro movimenti sottopongono il corpo a carichi notevoli in posizioni di notevole allungamento muscolare. Anche la scelta degli esercizi è critica e fondamentale: a nulla servirebbe allenare i polpacci, muscoli che in questo sport non vengono direttamente sollecitati, così come i muscoli pettorali e tricipiti. Risulta al contrario fondamentale l’allenamento della cintura addominale che, come in ogni sport, sostiene l’intera struttura corporea sul quale viene scaricato ogni movimento. Tra gli altri muscoli fondamentali nel Kitesurf ci sono i muscoli dorsali ed i bicipiti della braccia. Giova ripetere il fatto che sarebbe addirittura controproducente allenare tali muscoli con alti carichi, basse ripetizioni e range articolari limitati. Ciò creerebbe muscoli ipertrofici, corti e facilmente soggetti ad infortuni (poichè non abituati a lavorare su range articolari completi). Il Principio cardine di lavoro muscolare per il Kitesurfing è sempre quello “Power-Flex” che mira allo sviluppo di un corpo forte, flessibile e resistente.

Per maggiori informazioni: www.powerflextraining.com

Per domande potete contattare l’autore dell’articolo, David De Angelis alla email: flex@powerflexsystem.com

CONSIGLI UTILI PER LA PRATICA DEL KITESURFING

IMPORTANTISSIMO

Per iniziare a preticare il kitesurf e divertirsi da subito nella massima sicurezza è obbligatorio rivilgersi ad una scuola, con istruttori qualificati che abbiano tanta esperienza nel campo dell’ insegnamento di questo sport.

Soltanto persone con anni di esperienza nell ‘insegnamento del kitesurfing, con tecnica e didattica consolidata nel tempo potranno inserirti facilmente in questo sport e potranno darti i giusti consigli. Per questo motivo assicurati sempre della professionalità e affidabilità della tua scuola e del tuo istruttore e non limitarti a quello che si legge nel web, ma verifica sempre di persona le qualità della tua scuola kite!!

Non dobbiamo sottovalutare il problema della sicurezza, visto che il kitesurfing comunque è uno sport estremo, e che in condizioni meteo marine particolari può divenire pericolo.

Utilizzate sempre i dispositivi di sicurezza quali: caschetto, apposito giubbotto galleggiante  che proteggere anche dagli impatti violenti, sistema di sgancio rapido, ed infine un coltellino ad uncino per qualsiasi evenienza. Per quanto riguarda il laccio (leash) per la tavola l’uso del casco diventa fondamentale. Nel caso di cadute infatti, la tavola legata tende a tornare velocemente verso il kiters (effetto molla) ed a colpirlo nella parte che affiora dall’acqua (solitamente la testa)… quindi occhio,usiamo la testa ma non per fermare la tavola..

Ecco alcuni consigli utili per chi si avvicina a questo sport:

  • Distanze di sicurezza: non lanciare il kite o surfare in prossimità di ostacoli siti a meno di 50 metri nella direzione del vento, come la spiaggia stessa, barche o scogli.
  • Collegate sempre la cima di sicurezza tra voi e il kite. Non vincolatevi in modo definitivo all’ala; in caso di estremo pericolo dovete essere in grado di abbandonare l’attrezzatura.
  • Assicurati che il kite sia ben fermo a terra e che non possa decollare da solo a seguito di raffiche improvvise.
  • Fatti aiutare solamente da persone esperte.
  • Evita che persone inesperte tocchino il kite o le linee.
  • Evita di saltare nelle vicinanze d’ostacoli (barche, allevamenti di mitili, ecc.).
  • Le linee, quando l’aquilone è in volo, possono tagliare, evita quindi di impigliarti o far impigliare qualcuno nelle linee.
  • Porta con te un oggetto tagliente, in caso d’estremo pericolo, taglia le linee.
  • Usa sistemi di sicurezza per il kite che ti consentano di sganciarti e abbandonarlo in casi estremi.
  • È consigliabile usare il casco o evitare di usare il leash della tavola.
  • Per i principianti è opportuno farsi aiutare nel decollo e nell’atterraggio da kiter esperti.
  • Utilizza sempre una muta calda secondo le tue esigenze.
  • Assicurati che ci sia un mezzo di recupero in caso di difficoltà.
  • Controlla che le linee siano correttamente agganciate prima di partire.
  • Non uscire con vento forte (sopra i 15 nodi) se sei principiante.
  • Non agganciarti mai direttamente al trapezio  a meno che l’aquilone sia piccolo (meno di 5.0 m2) ed il vento sia lieve (meno di 8 nodi).

Aspettando il vento: quando il kite è gonfio ma non è utilizzato staccate le linee e bloccatelo con la sabbia o con qualcosa di pesante. Un kite gonfiato vola anche senza pilota, perciò ricordatevi di chi vi sta intorno ed assicurate bene il kite. Il vostro kite può causare gravi danni a chi è nelle vicinanze, se decolla all’improvviso.

 

SCELTA DELLO SPOT PER IL KITESURFING

TUTTO QUEL CHE DOVETE SAPERE SU UNO SPOT:

LO SPOT (PUNTO DÌ USCITA) è il luogo che presenta le caratteristiche vento/terra/acqua adatte alla pratica del kitesurf e dove tutti i riders si riuniscono per praticarlo.
Fondamentale è la sua scelta per aumentare il vostro divertimento e la vostra sicurezza!!
Molti sono i fattori che entrano in gioco e che dobbiamo valutare, quando  scegliamo dove praticare il kitesurf.. tre i principali!!

1°- SCELTA DELLO SPOT IDEALE:

Per avere la condizione ideale, dovrete scegliere uno spot dove la direzione del vento sia il più parallela possibile alla spiaggia (vento side).
Con questa condizione, vi troverete ad avere le caratteristiche di vento e di mare più divertenti e adatte al kitesurf!!..
Grazie alle previsioni meteo, reperibili su molti siti internet, oggi si ha la possibilità di sapere anche in anticipo direzione e intensità del vento e di recarsi quindi sullo spot più adatto!!

2°- LA VALUTAZIONE:

Per valutare tutte le caratteristiche di uno spot bisogna avere molta esperienza.
Soltanto l’occhio di un kiter molto esperto può valutare con precisione le condizioni ideali ed eventuali pericoli nascosti, sia in acqua che sulla spiaggia..
Uno spot ideale, infatti, deve avere ampi spazi a terra, dove preparare l’attrezzatura ed eseguire le manovre di decollo e atterraggio; il vento più parallelo possibile, per la migliore condizione di partenza e rientro; e la totale assenza di barriere o pericoli in acqua aumenta la vostra sicurezza!!

3°- LA CONOSCENZA:

La conoscenza dello spot può aumentare di molto il piacere e la sicurezza delle vostre uscite in mare.
Ci sono posti, infatti, dove il vento può cambiare direzione e intensità in pochi minuti, o dove ci sono pericoli o correnti particolari in acqua, caratteristiche che soltanto i locals (persone del posto) conoscono ed a cui dovete chiedere informazioni!!
Ricordatevi quindi quando cambiate spot di informarvi sul posto, sulle caratteristiche del vento e delle acque…

Controlla la spiaggia:
assicurati di avere a disposizione un’area circolare di almeno cento metri sgombra da ostacoli e da persone.
Assicurati di avere tutta l’area di volo (30 metri) totalmente libera.
Assicurati che non ci siano scogliere o steccati sottovento.
Avvisa sempre qualcuno di guardarti e di chiamare soccorso in caso di difficoltà.

Controlla il Mare:
Assicurati che la corrente ed il vento ti spingano in direzione della spiaggia in caso di rientro a nuoto.
Assicurati che ci sia un mezzo di recupero nelle vicinanze.
Indossa sempre la muta, anche se fa caldo
Non allontanarti troppo al largo e stai a distanza di almeno 300 metri dalla riva.

Controlla il vento:
Il vento ideale è quello laterale (side).
Il vento frontale è pericoloso perché ti spinge sulla riva.
Il vento da terra è da evitare assolutamente.

 

spot_kitesurfing