LE ANDATURE DI UN KITESURF

Carlo KP 5 dicembre 2012 0
LE ANDATURE DI UN KITESURF

LE ANDATURE DI UN KITESURF

Prima di parlare delle andature, è opportuno imparare alcuni termini che ci saranno utili per identificare la posizione tra due o più oggetti rispetto alla direzione del vento:

sopravento (upwind): è tutto quello che viene colpito dal vento per primo rispetto ad un altro oggetto ed è quindi più vicino al punto di provenienza del vento.

sottovento (downwind): è tutto ciò che viene colpito dal vento dopo rispetto ad un altro oggetto ed è quindi più lontano rispetto alla provenienza del vento.

In tutti gli sport velici risulta sempre più semplice muoversi nella direzione del vento piuttosto che risalirlo. E’ però necessario sapersi muovere in tutte le direzioni e soprattutto riuscire a tornare al punto di partenza.

Per navigare in armonia e in sicurezza con il nostro kite dobbiamo essere dei bravi velisti, sfruttare al massimo il vento e riuscire a navigare in tutte le andature.

La prima andatura che ci troviamo ad affrontare, ed anche la più comune tra coloro che si apprestano ad effettuare i primi bordi, è il Lasco. La spinta verso prua della vela si fa importante e con vento sostenuto dobbiamo essere pronti a contrastarla: le catapulte avvengono al lasco! La velocità aumenta, ci troviamo infatti nell’andatura più veloce. Il Lasco è l’andatura intermedia tra il traverso e la poppa.

Il Traverso è l’andatura a 90° rispetto alla direzione del vento, e sarà l’obiettivo dei nostri primi bordi: in realtà scarrocceremo e non riusciremo a rientrare in spiaggia allo stesso punto dal quale siamo partiti. Lo scarroccio infatti è quel fenomeno che ci fa “derapare” sottovento rispetto alla traiettoria voluta, ed è dovuto al fatto che la forza di trazione del kite agisce lungo una direzione diversa da quella della nostra andatura. Solo con l’esperienza e adottando la giusta posizione sulla tavola e opponendo la pressione necessaria, riusciremo a limitare lo scarroccio.

L’andatura più importante e che ci rende davvero autonomi nella navigazione, in quanto ci permette di rientrare nel punto di partenza, è la Bolina, ovvero la capacità di risalire il vento. Con il kite, così come ogni mezzo a vela, è impossibile muoversi controvento, ma possiamo raggiungere un punto sopra vento bordeggiando, cioè alternando dei lati di bolina a destra e a sinistra, mantenendo un angolo con il vento di circa 45°. Quando passiamo da un lato all’altro, effettuiamo un cambio di direzione, o transizione.

Nell’andatura di Poppa ci si muove nella stessa direzione in cui soffia il vento. In realtà, nel kitesurf, non manteniamo mai una andatura di poppa, se non quando siamo con la vela ferma sulla nostra testa.Il boma va messo a 90° rispetto alla tavola per presentare al vento la massima superficie. E’ un’andatura molto lenta, nelle mani si avverte poca spinta perché cessa ogni funzione “aerodinanica” della vela. La posizione di poppa perfetta ed altamente instabile su tavole strette.

Altri termini che utilizzeremo spesso:
Poggiare vuol dire modificare la nostra direzione aumentando l’angolo rispetto al vento. Ad esempio si poggia per portarsi dalla direzione di traverso a quella di lasco.
Orzare significa stringere l’angolo verso il vento, ad esempio passando dal traverso alla bolina.
Si dice che navighiamo mure a dritta quando il kite è a destra, mure a sinistra quando il kite è a sinistra.

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