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	<title>KITEPOINT &#124; Powered by INCREDIWEB</title>
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	<description>Kitepoint</description>
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		<title>IL KITESURFING AL BIG BLU 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 08:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>

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		<description><![CDATA[SABATO 18 FEBBRAIO AL VIA LA VI EDIZIONE DEL BIG BLU 2012 - SALONE INTERNAZIONALE DEL MARE DI ROMA. LA FIV PRESENTE ALL&#8217;INTERNO DEL PADIGLIONE 3 CON IL TEATRO DEL MARE E LA PISCINA PER LE PROVE SU DERIVE RICCO IL CALENDARIO DI INCONTRI E APPUNTAMENTI DEDICATI ALLA VELA. Anche quest&#8217;anno la FIV è partner ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>SABATO 18 FEBBRAIO AL VIA LA VI EDIZIONE DEL </strong><strong>BIG BLU 2012 -</strong><strong> SALONE INTERNAZIONALE DEL MARE DI ROMA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FIV PRESENTE ALL&#8217;INTERNO DEL PADIGLIONE 3 CON IL TEATRO DEL MARE E LA PISCINA PER LE PROVE SU DERIVE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RICCO IL CALENDARIO DI INCONTRI E APPUNTAMENTI DEDICATI ALLA VELA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest&#8217;anno la FIV è partner istituzionale della sesta edizione di Big Blu, il Salone Internazionale della Nautica e del Mare, in programma dal 18 al 26 febbraio 2012 alla Nuova Fiera di Roma.<br />
La Federazione Italiana Vela è presente all&#8217;evento fieristico con uno stand di 180 metri quadrati, posto all&#8217;interno del Padiglione 3 &#8211; Vela, che per l&#8217;intera durata del Salone rappresenterà un vero e proprio punto di incontro per gli appassionati di vela e gli amanti del mare. Inoltre, presso il Teatro del Mare, parte integrante dell&#8217;area FIV, si svolgeranno convegni e dibattiti che avranno per protagonisti grandi campioni dello sport e si potrà entrare nel vivo delle regate insieme ai più importanti equipaggi della vela mondiale. L&#8217;area incontri farà anche da scenario per la presentazione dei più importanti appuntamenti velici del Tirreno, a cominciare dal Campionato Italiano Altura, alla Regata delle Torri Saracene, passando per la Carthago Dilecta Est e l’Asteria Challenge Trophy di Anzio.<br />
Oltre allo spazio espositivo della FIV, il Padiglione 3 &#8211; Vela ospiterà un&#8217;area di 2000 metri quadrati interamente dedicati alla vela dove saranno esposte oltre 40 imbarcazioni a vela che vanno dal piccolo Optimist alle classi olimpiche di Londra 2012, passando per le imbarcazioni delle categorie giovanili. Numerosi gli appuntamenti per gli appassionati e i visitatori di Big Blu già dal pomeriggio di sabato 18 (Teatro del Mare) che sarà dedicato alla disciplina del windsurf e del kiteboarding che dal 1 gennaio è divenuta un’attività della Federazione Italiana Vela.<br />
Sabato 18 alle 17.30, l&#8217;atleta della Sezione Vela dell&#8217;Aeronautica Militare, Giancarlo Simeoli, racconterà la sua esperienza all&#8217;impegnativa regata d&#8217;altura Sydney-Hobart e le azioni da avviare per una navigazione in sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire da lunedì 20 fino alla mattinata di mercoledì 22, l&#8217;area FIV sarà uno dei punti cardine del percorso didattico per le scuole, realizzato dalla Federazione Italiana Vela e Pelagos, che quest&#8217;anno coinvolge l&#8217;area FIV nel Padiglione 3 e il Padiglione 1 del Pelagos Sea Heritage Exhibition. Durante questo viaggio nella cultura del mare, gli studenti potranno apprendere nozioni sulla biologia marina, l&#8217;ecosostenibilità e le energie rinnovabili e le tecniche costruttive di una barca a vela. I ragazzi, sotto l&#8217;attenta guida guida degli istruttori FIV, avranno anche la possibilità di provare il piacere di andare in barca a vela all&#8217;interno della vasca 20&#215;30 metri attrezzata con ventilatori o imparare i primi rudimenti della vela provando un divertente simulatore.<br />
Sempre lunedì 20, il Palco centrale del Padiglione 1 ospiterà in mattinata una interessante tavola rotonda dal titolo “La vela a scuola, uno strumento di inclusione” realizzato dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca – Direzione nazionale per lo Studente, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, per presentare le iniziative di promozione della cultura del mare dedicate al mondo della scuola.<br />
Sabato 25 febbraio, al Teatro del Mare si terrà la premiazione dei Campioni regionali 2011 di Vela. Un appuntamento durante il quale verrà consegnato anche il premio Atleta dell&#8217;Anno al migliore velista del 2011 residente nel Lazio e il premio Società dell&#8217;Anno – Giorgio Ballerini Giacometti per il club che nel corso del 2011 si è distinto per l&#8217;intensa attività di promozione della vela e per i risultati sportivi conseguiti dai propri atleti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parlerà anche di America&#8217;s Cup assieme al giornalista Giulio Guazzini che, sul Palco centrale del Padiglione 1, incontrerà i protagonisti delle World Series in programma a Venezia.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per notizie e aggiornamenti, conoscere i mezzi di trasporto per raggiungere il quartiere fieristico, costi, agevolazioni e orari è possibile contattare il numero verde 800-589099. Il numero, già attivo, sarà a disposizione del pubblico per tutta la durata del Salone dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.</p>
<p>Orari d&#8217;apertura Big Blu 2012:<br />
Sabato 18 e 25: 10.00 &#8211; 20.00<br />
Da Lunedì 20 a Mercoledì 22: 13.00 &#8211; 19.00<br />
Giovedì 23 e Venerdì 24: 10.00 &#8211; 19.00<br />
Domenica 19 e 26: 10.00 &#8211; 19.00</p>
<p style="text-align: justify;">www.big-blu.it</p>
<p style="text-align: center;"> <strong><a href="http://www.kitepoint.it/wp-content/uploads/2012/02/big_blu_notte.jpg"><img class="aligncenter" title="big_blu_notte" src="http://www.kitepoint.it/wp-content/uploads/2012/02/big_blu_notte-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PREPARAZIONE FISICA PER IL KITESURF</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Kitesurf è uno sport affascinante, bello da praticare e spettacolare che sempre più sta diffondendosi tra le masse. Il suo ritmo di dirffusione è in costante aumento. Si stima che, attualmente, ci siano già parecchie migliaia di persone che lo praticano in Italia. Pur essendo uno sport che per imparare richiede un livello di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Kitesurf è uno sport affascinante, bello da praticare e spettacolare che sempre più sta diffondendosi tra le masse. Il suo ritmo di dirffusione è in costante aumento. Si stima che, attualmente, ci siano già parecchie migliaia di persone che lo praticano in Italia. Pur essendo uno sport che per imparare richiede un livello di preparazione medio bassa, che da una parte va a favore della sua diffusione, dall&#8217;altra costituisce un pericolo nascosto dietro ad ogni praticante di questa bellissima disciplina sportiva. Il motivo risiede nel fatto che chi inizia non pensa minimamente al fatto che sia necessaria, come in tutti gli sport, una preparazione fisica di base che non solo serva per ottimizzare la prestazione durante gli allenamenti, ma che serva anche come prevenzione degli infortuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo un esempio pratico: Mario Rossi, 35 anni, fumatore, impiegato di banca in leggero sovrappeso. Unici sport praticati: maratona delle forchette e ogni tanto qualche partita di calcetto con i suoi colleghi di ufficio. Mario decide di iniziare a praticare il Kitesurf. Fa un corso e inizia a planare sull&#8217;acqua gestendo in maniera relativamente facile questo impegno fisico. Il problema sorge quando la situazione in acqua gli richiede un impegno superiore alle sue attuali capacità fisiche di persona sedentaria all&#8217;80%. Questo accade quando, per esempio, in condizioni di onda si cade ed occorre recuperare l&#8217;ala e la tavola che spesso è difficile da individuare a causa del punto critico di osservazione (al livello dell&#8217;acqua) e del moto ondoso (che nasconde i pad o le pinnette della tavola). Questa operazione richiede un certo impegno muscolare, specie in condizioni di mare mosso. Oppure quando, alla fine di un salto, voluto o non voluto, il corpo può subire violenti strattoni a carico della muscolatura. Ordinaria amministrazione per chi è un Kiter di medio o alto livello. Ma cosa accade se il soggetto non ha una opportuna preparazione cardiovascolare (fiato) o muscolare (muscoli forti, flessibili e resistenti)?</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a ciò mettiamoci anche la stanchezza che a fine session raggiunge quasi tutti atleti e non, presi dall&#8217;entusiasmo di fare l&#8217;ultimo paio di bordi della giornata, portando il corpo ad uno stato di piacevole stanchezza (che solo chi fa Kite può apprezzare, dopo una giornata di vento con l&#8217;ala in aria in mezzo ai compagni). Come per lo sci, è proprio nell&#8217;ultima discesa della giornata che si rischia di farsi male. In stato di stanchezza, la muscolatura è meno in grado di gestire il carico imposto alla muscolatura, specie se interviene il &#8220;fattore x&#8221;, che richiede in quel momento un impegno superiore alla normale surfata.??Per rendere più sicuro la pratica di uno sport, specie se si parla del Kitesurf, considerato a ragione uno sport estremo, occorre da una parte rispettare la regole di sicurezza imparate nel Corso di base, e dall&#8217;altra preparare in maniera specifica il corpo in modo da renderlo sia più efficiente (aumentando quindi il livello tecnico del praticante) sia maggiormente preparato per la prevenzione degli infortuni. Una preparazione specifica (e NON casuale del tipo, &#8220;ho fatto un pò di pesi sono a posto&#8221;) ma ripeto, SPECIFICA, ovvero che sia il frutto di una Programmazione adatta allo sport praticato, costituisce una vera e propria assicurazione contro gli infortuni. Prevenire è sempre meglio che curare.??Ma andiamo a vedere nello specifico come preparare atleticamente un praticante il Kitesurf.??1) Preparazione aerobica cardiovascolare?Il Primo, fondamentale step, come in TUTTI gli sport (a parte il ping pong e le bocce) è un&#8217;accurata preparazione aerobica di base che permetta di sviluppare il cosiddetto &#8220;fiato&#8221; ovvero di potenziare la capacità cardiaca e respiratoria. In questo modo il corpo lavorerà ad un &#8220;livello di giri&#8221;, ovvero con un battito cardiaco inferiore ad un soggetto non allenato in questo modo o sedentario. Il risultato immediato sarà una minore predisposizione all&#8217;affaticamento e una capacità di estendere i tempi di allenamento in acqua. Questa fase fondamentale permetterà inoltre di accorciare i tempi di recupero tra le giornate di kitesurf, permettendo di smaltire più velocemente l&#8217;eventuale accumulo di acido lattico.<br />
Prima si recupera e prima e meglio si rivà in acqua (sempre vento permettendo, ovviamente).??2) Preparazione muscolare. Power Flex Training?Questa seconda fase è importante quanto la prima. Se l&#8217;allenamento cardiovascolare (aerobico) non è affiancato ad un lavoro muscolare, il risultato sarà un Kiter con la capacità aerobica di un corridore ma con la muscolatura di un maratoneta. Cosa negativa se si pensa che il Kiter, seppur agganciato ad un trapezio, ha necessità di braccia, dorsali, addominali e gambe forti.?A questo punto non bisogna confondere lo sviluppo muscolare con il generico training con i pesi della palestra. Anche qui entra il gioco il concetto di Specificità dell&#8217;allenamento. La preparazione fisica di base deve rispettare le richieste e l&#8217;impegno fisico imposto dalla disciplina praticata. In parole semplici: un maratoneta non deve essere allenato come un nuotatore, così come un ginnasta non deve essere preparato con esercizi di Bodybuilding.??Nel caso del Kitesurf, la preparazione muscolare richiede lo sviluppo di una muscolatura forte ma elastica e resistente. Questa scelta deriva proprio dal fatto che un muscolo elastico permette di gestire in sicurezza anche situazioni limite di forti strattoni imposti da raffiche di vento, cambi di direzione e salti non riusciti. Questo discorso vale a maggior ragione per gli atleti avanzati che eseguono manovre sganciati dal trapezio.<br />
?Il modo migliore di Traini muscolare per il Kiter è il cosiddetto lavoro muscolare<br />
Power-Flex, ovvero di esercizi di forza sviluppati nel maggior arco di movimento possibile. In sintesi è un lavoro simile a quello che fanno i ginnasti, che nei loro movimenti sottopongono il corpo a carichi notevoli in posizioni di notevole allungamento muscolare. Anche la scelta degli esercizi è critica e fondamentale: a nulla servirebbe allenare i polpacci, muscoli che in questo sport non vengono direttamente sollecitati, così come i muscoli pettorali e tricipiti. Risulta al contrario fondamentale l&#8217;allenamento della cintura addominale che, come in ogni sport, sostiene l&#8217;intera struttura corporea sul quale viene scaricato ogni movimento. Tra gli altri muscoli fondamentali nel Kitesurf ci sono i muscoli dorsali ed i bicipiti della braccia. Giova ripetere il fatto che sarebbe addirittura controproducente allenare tali muscoli con alti carichi, basse ripetizioni e range articolari limitati. Ciò creerebbe muscoli ipertrofici, corti e facilmente soggetti ad infortuni (poichè non abituati a lavorare su range articolari completi). Il Principio cardine di lavoro muscolare per il Kitesurfing è sempre quello &#8220;Power-Flex&#8221; che mira allo sviluppo di un corpo forte, flessibile e resistente.??</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.powerflextraining.com/?Per" rel="nofollow" target="_blank">www.powerflextraining.com?Per</a> domande potete contattare l&#8217;autore dell&#8217;articolo, David De Angelis alla email: <a href="mailto:flex@powerflexsystem.com">flex@powerflexsystem.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="../vecchio/images/stories/news/muscoli.jpg" alt="" border="0" /></p>
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		<title>CONSIGLI UTILI PER LA PRATICA DEL KITESURFING</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[IMPORTANTISSIMO Per iniziare a preticare il kitesurf e divertirsi da subito nella massima sicurezza è obbligatorio rivilgersi ad una scuola, con istruttori qualificati che abbiano tanta esperienza nel campo dell&#8217; insegnamento di questo sport. Soltanto persone con anni di esperienza nell &#8216;insegnamento del kitesurfing; con tecnica e didattica consolidata nel tempo potranno inserirti facilmente in ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>IMPORTANTISSIMO<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per iniziare a preticare il kitesurf e divertirsi da subito nella massima sicurezza è obbligatorio rivilgersi ad una scuola, con istruttori qualificati che abbiano tanta esperienza nel campo dell&#8217; insegnamento di questo sport.</p>
<p style="text-align: justify;">Soltanto persone con anni di esperienza nell &#8216;insegnamento del kitesurfing; con tecnica e didattica consolidata nel tempo potranno inserirti facilmente in questo sport e potranno darti i giusti consigli. Per questo motivo assicurati sempre della professionalità e affidabilità della tua scuola e del tuo istruttore e non limitarti a quello che si legge nel web, ma verifica sempre di persona le qualità della tua scuola kite!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco alcuni consigli utili per chi si avvicina a questo sport:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assicurati che il kite sia ben fermo a terra e che non possa decollare da solo in seguito a raffiche improvvise</p>
<p>Fatti aiutare solamente da persone esperte di kitesurf</p>
<p>Evita che persone inesperte tocchino il kite o le linee</p>
<p>Evita di saltare nelle vicinanze d&#8217;ostacoli (barche, allevamenti di mitili, ecc.)</p>
<p>Le linee, quando l&#8217;aquilone è in volo, possono tagliare evita quindi di impigliarti o far impigliare qualcuno nelle linee.</p>
<p>Porta con te un oggetto tagliente. in caso d&#8217;estremo pericolo, taglia le linee<br />
Usa sistemi di sicurezza per il kite e la tavola che ti consentono di sganciarti e abbandonarli in casi estremi</p>
<p>È consigliabile usare il casco o evitare di usare il leash della tavola</p>
<p>Per i principianti è opportuno farsi aiutare nel decollo e nell&#8217;atterraggio da kiter esperti<br />
Utilizza sempre una muta calda secondo le tue esigenze</p>
<p>Assicurati che ci sia un mezzo di recupero in caso di difficoltà</p>
<p>Controlla che le linee siano correttamente agganciate prima di partire</p>
<p>Non uscire con vento forte (sopra i 15 nodi) se sei principiante</p>
<p>Non agganciarti mai direttamente al trapezio a terra a meno che l&#8217;aquilone sia piccolo (meno di 5.0 m2) ed il vento sia lieve (meno di 8 nodi</p>
<p>L&#8217; AR è il rapporto tra il bordo d&#8217;attacco del kite, e la lunghezza del bladder centrale. Più è basso il numero che esprime questo rapporto, più il kite si presenta stabile e lento, più è alto (attualmente 5,6) più il kite è veloce , boliniero e un po&#8217; meno stabile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GLOSSARIO PER IL KITESURFING</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[GUIDA AI TERMINI UTILIZZATI PER LA PRATICA DEL KITESURF: A Aquilone a cassoni &#8211; chiamato anche parafoil o ram-air è un kite che non necessita di bladder gonfiabili in quanto sulla leading edge sono collocate delle prese d&#8217;aria che gonfiano tramite il vento stesso molte camere d&#8217;aria, che a loro volta daranno profilo e rigidità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>GUIDA AI TERMINI UTILIZZATI PER LA PRATICA DEL KITESURF:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aquilone a cassoni</strong> &#8211; chiamato anche parafoil o ram-air è un kite che non necessita di bladder gonfiabili in quanto sulla leading edge sono collocate delle prese d&#8217;aria che gonfiano tramite il vento stesso molte camere d&#8217;aria, che a loro volta daranno profilo e rigidità a tutta l&#8217;ala.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Air Time o Hang Time</strong> &#8211; misura del tempo passato in aria durante un salto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ala, Kite o aquilone</strong> -  è la attrezzatura che &#8220;trascina&#8221; il kiter, con l&#8217;aiuto del vento. Più grande è l&#8217;ala, più grande sarà l&#8217;area che riceverà vento, ali grandi saranno adatte quindi a venti deboli e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angolo di incidenza AOA, (detto anche Angle of Attack AOI, Angle of Incidence) </strong>- calcolato rispetto alla direzione del vento misura la differenza in gradi tra quest&#8217;ultimo e la posizione del kite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aspect Ratio -</strong> <strong>AR</strong>, Il rapporto tra la larghezza e l&#8217;altezza di un kite. Kites con AR alto sono normalmente più tecnici e permettono salti più alti e hanno un wind range più ampio. Kites con AR basso sono più veloci e permettono un Air Time più lungo, funzionano meglio nella parte inferiore del loro wind range.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="B" name="B"></a><strong>B</strong></p>
<p><strong>Back lines</strong> &#8211; linee che connettono le estremità della barra alla trailing edge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beaufort </strong>- scala per misurare la forza del vento, va da 0 (nessun vento) a 12 (uragano) deve il suo nome all&#8217;ammiraglio inglese Francis Beaufort.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bladder</strong> &#8211; sono le camere d&#8217;aria che si trovano all&#8217;interno delle stecche del kite e della leading edge, danno il sostegno necessario a mantenere la struttura rigida. Tutto ciò serve a mantenere un profilo preciso della vela nonché a permettere una agevole ripartenza del kite una volta caduto in acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Body drag</strong> &#8211; manovra che consiste nel essere trascinato dal kite, senza la tavola ai piedi. E? necessario imparare questa manovra per poter recuperare la propria tavola una volta caduta in acqua, in quanto questa manovra se effettuata bene permette al kiter di bolinare senza tavola e recuperare la stessa che normalmente si trova sopravento rispetto al kiter.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bolina, Pointing</strong> &#8211; andatura che permette al kiter di risalire il vento, andando relativamente &#8220;controvento&#8221;. In pratica imparare questa andatura serve al kiter per poter partire e tornare dallo stesso punto senza ?perdere? acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Boma, Barra o control bar</strong> &#8211; permette di trasmettere i comandi impressi dalle braccia, attraverso le linee, al kite.</p>
<p><strong><a title="#c" name="#c"></a>C</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Chicken loop, trim loop</strong> &#8211; anello collegato alle front lines del kite che tramite la sua connessione al trapezio del kiter permette a questi di navigare senza dover sostenere con le braccia tutta la trazione esercitata dal kite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chord</strong> &#8211; in un kite è la distanza tra il bordo di attacco (leading edge) e quello di uscita dell&#8217;ala (trailing edge).</p>
<p><strong><a title="#d" name="#d"></a>D</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>De-power</strong> ? sistema di regolazione dinamica dell&#8217;angolo di incidenza, attraverso la trazione della barra, e quindi delle back lines si ha modo di aumentare la trazione esercitata dal kite. In pratica tirando la barra verso il proprio corpo il kiter percepirà un notevole aumento della trazione esercitata dall?ala (e ovviamente spingendo la barra verso l?ala il kite eserciterà una trazione inferiore). Questo meccanismo consente ad un kite di essere utilizzato con un range di vento estremamente più ampio rispetto ad un aquilone senza depower.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Downwind</strong> -  normalmente indica l?azione di navigare nella stessa direzione in cui il vento soffia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Drag</strong> &#8211; trascinamento, forza esercitata dall?ala durante la navigazione. Spesso se questa componente è troppo elevata risulta difficile andare di bolina o al traverso. L?aquilone trascina il kiter verso di se.</p>
<p><strong>Drift</strong> &#8211; deriva, (vedi drag).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dual Line, 2 Line</strong> ? kite con due linee di uguale lunghezza che permettono al rider, tramite la loro distinta trazione, di girare il kite a destra o sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong><a title="#f" name="#f"></a>F</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finestra del vento</strong> &#8211; spazio aereo in cui il vostro kite può volare, può essere immaginato come un quarto di una sfera che si estende rispetto al vostro sguardo da 90 gradi a sinistra 90 gradi a destra e 90 gradi in alto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Flex</strong> -  flessibilità, normalmente con riferimento alla flessibilità o di contro rigidità di una tavola da kiteboarding.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Footpads</strong> ? supporto di materiale morbido posizionato tra il piede e la tavola. Assorbe i colpi che la tavola, in navigazione, trasmetterebbe ai piedi, ne impedisce lo scivolamento, rendendo l?utilizzo della tavola più confortevole e meno traumatico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Footstraps</strong> &#8211; cinghie imbottite che impediscono la perdita della tavola sia in navigazione che durante i salti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Front lines</strong> &#8211; linee che connettono i cavi centrali della barra alla leading edge.</p>
<p><strong><a title="#h" name="#h"></a>H</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Handling</strong> &#8211; capacità di kite di essere sensibile ai comandi del kiter, manovrabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Harness</strong> &#8211; vedi trapezio.</p>
<p><strong><a title="#i" name="#i"></a>I</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inflatable o Gonfiabile</strong> &#8211; un kite con bladders che devono essere gonfiati con pompa prima di volare. I kite gonfiabili hanno bladders sia nelle leading edge che struts. Quando I bladders sono gonfi il kite prende la forma adatta a  per volare.</p>
<p><strong><a title="#k" name="#k"></a>K</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kiter</strong> &#8211; atleta che pratica il kitesurfing / kiteboarding.<br />
<strong><br />
<a title="#l" name="#l"></a>L</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lasco, Leeward</strong> &#8211; andatura di navigazione, consiste nell?allontanarsi dal vento. Di contro l?andatura di navigazione che porta il kiter a risalire il vento viene detta bolina o windward.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leading edge</strong> &#8211; la parte del kite in cui si trova il bladder più lungo, detto anche bordo d&#8217;entrata in quanto, quando il kite è in aria, è la prima parte del kite ad essere colpita dal vento. Di contro quando il kite è a terra, è la parte su cui il kite poggia. Alle sue estremità vengono connesse le front lines.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leash d&#8217;ala</strong> &#8211; cordino elastico da collegare ad una delle linee del kite per far sì che, una volta azionato il sistema di sgancio rapido, la vela resti vincolata al trapezio ma sventi completamente. Con l&#8217;introduzione della 5° linea il leash si collega direttamente ad essa, risolvendo il problema di aggrovigliamento dei cavi. In caso di sgancio la barra scorre sulla 5° linea fino alla &#8220;stopper ball&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leash della tavola</strong> &#8211; cima elastica o ammortizzata con cui agganciare la tavola al nostro trapezio, per recuperarla velocemente dopo una caduta. Il leash va agganciato ad un&#8217;estremità della tavola e mai alla maniglia o alle straps. Inoltre rende necessario l&#8217;uso del CASCO perchè crea un effetto fionda che riporta la tavola verso il rider.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lift</strong> &#8211; forza verso l&#8217;alto che il kite esercita sul rider, è proporzionale al quadrato della velocità del vento apparente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Linee</strong> &#8211; cavi che collegano la barra al kite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luff, stallo</strong> ? assenza di pressione sufficiente sul kite per poterlo mantenere in aria e conseguente sua caduta.</p>
<p><strong><a title="#m" name="#m"></a>M</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Monodirezionale</strong> &#8211; tavola che ha una punta e una coda differente e viene utilizzata sempre nello stesso senso di marcia, obbligando il kiter a cambiare posizione dei piedi nelle strap o in alternativa andare in switch (con la schiena rivolta verso la vela). E&#8217; la prima tavola usata per andare in kite perchè deriva direttamente dal surf o dal windsurf. Viene tuttora usata per fare kite tra le onde in quanto è normalmente più voluminosa, quindi galleggiante, permettendo al kiter di uscire con una vela meno potente permettendogli di surfare libero tra le onde, senza essere eccessivamente disturbato da un&#8217;ala troppo grossa e quindi poco gestibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mutant</strong> &#8211; tavola ibrida tra un bidirezionale e un monodirezionale. Ha misure più contenute di un mono e più grande di bidi.<br />
<strong><br />
<a title="#n" name="#n"></a>N</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nodo</strong> &#8211; miglia nautica per ora, corrisponde ad una velocità di 1,85 Km / h.</p>
<p><strong><a title="#o" name="#o"></a>O</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Off-shore wind</strong> &#8211; vento che soffia dalla spiaggia verso l&#8217;acqua. Solitamente questo corrisponde ad una situazione di acqua piatta e vento rafficato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>On-shore wind</strong> &#8211; vento che soffia dall&#8217;acqua verso la spiaggia. Solitamente questo corrisponde ad una situazione di vento costante e acqua mossa.<br />
<strong><br />
<a title="#p" name="#p"></a>P</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Planare</strong> ? fenomeno che descrive il fatto che sorpassata una certa velocità solo una parte della tavola da kite è a contatto con l?acqua (ma anche della chiglia di una barca a vela). Questo fenomeno che permette al kiter di navigare a velocità notevolmente più sostenute, è dovuto al fatto che la resistenza dell?acqua è più che proporzionale alla velocità della tavola, sorpassata una certa velocità l?acqua diventa in pratica una superficie dura su cui quindi anche una tavola piccola quanto una da kite può facilmente galleggiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pompa</strong> &#8211; serve per gonfiare il kite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poppa</strong> ? parte posteriore di una tavola monodirezionale. Questo termine viene utilizzato anche per indicare un&#8217;andatura di navigazione con il vento che proviene da dietro (off the wind).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Power Zone</strong> &#8211; la zona della finestra del vento che si trova esattamente in basso e contemporaneamente di fronte al kiter, ove la forza esercitata dal kite stesso e massima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Projected area</strong> &#8211; concetto diversamente interpretato: Per qualcuno è un&#8217;area variabile uguale alla superficie esposta al vento del kite stesso, infatti rispetto a quando il kite è appoggiato sgonfio a terra, mentre vola lo stesso presenta una superficie esposta al vento differente a seconda della sua posizione rispetto al vento stesso. Per altri è la superficie che si vede proiettando su un muro una luce interrotta da un kite posto gonfio davanti a questo. Varia da kite a kite e ovviamente e proporzionale alla potenza che il kite sarà in grado di sprigionare.</p>
<p><strong><a title="#q" name="#q"></a>Q</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quick Release</strong> &#8211; sistema di sgancio rapido che permette al kiter di liberarsi velocemente dalla vela in <strong>caso di emergenza.</p>
<p><a title="#r" name="#r"></a>R</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raffica</strong>: colpo di vento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rail</strong> &#8211; è il bordo di una tavola. Può essere arrotondato o spigoloso dando alla tavola una guidabilità più soft o aggressiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reaching</strong> &#8211; navigare con il vento che proviene di lato. Se il vento proviene proprio dal fianco l&#8217;andatura è detta al traverso (beam reach). Se la tavola è puntata verso la direzione da cui proviene il vento è detta di bolina (close reach). Se il vento proviene più da dietro che non di fianco, l&#8217;andatura è detta al lasco (broad reach).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rilancio o Relaunch</strong> &#8211; manovra in grado di far ripartire un kite caduto in acqua, e necessario impararla per non spiaggiare come pesci morti o per non naufragare in caso di vento da terra. Più un kite ha un Aspect Ratio basso più sarà facile effettuare questa manovra. Anche la presenza della cosiddetta quinta linea aiuta principianti e non nell&#8217;eseguire il rilancio dell&#8217;ala.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripstop</strong>: si riferisce ad aree di rinforzo nel tessuto con cui è fatto il kite, che lo rende più resistente agli strappi. Un strappo si fermerà appena giunto ad una di queste aree rinforzate, o almeno così dovrebbe essere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rocker</strong> &#8211; la curva che si vede guardando una tavola di profilo. E&#8217; la curvatura della tavola che permette alla stessa di avere le punte alzate quando la stessa è appoggiata a terra. In generale più una tavola è piatta più planerà a parità di vento, di contro una tavola con più rocker planerà di meno ma sarà più controllabile e gestibile tra le onde.<strong></p>
<p><a title="#s" name="#s"></a>S</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Side-Shore</strong> &#8211; vento che soffia parallelo alla spiaggia. Questo è il vento migliore, solitamente non crea acqua mossa e vento rafficato e, in presenza di onde, ci permette sia di surfarle che di spararvici contro a manetta contro usandole come trampolino per salti intergalattici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Shaper</strong> &#8211; è quell&#8217;omino geniale che, come un folletto, lavora nella sua bottega per creare le tavole che ci faranno sognare durante le nostre uscite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stecca</strong> &#8211; normalmente in materiale plastico viene messa in prossimità dei TIP per renderli più rigidi rinforzando cosi la struttura e ottenendo una più veloce risposta ai comandi impressi dalla barra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Struts</strong> &#8211; sono le stecche gonfiabili del kite, quelle in cui sono alloggiati i bladders. Normalmente in un kite ci sono da cinque a nove struts che partono dalla leading edge e vanno alla trailing edge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spectra</strong> &#8211; conosciuto anche come Dyneema è il materiale standard per la costruzione delle linee.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spinout</strong> &#8211; situazione in cui la tavola perde la presa in acqua, la coda della tavola esce dall&#8217;acqua facendo perdere il controllo della tavola stessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spreader bar</strong> -  la barra di metallo che si trova davanti al trapezio. Ha un gancio per agganciare il kite, non dovendolo così trattenere con la sola forza delle braccia.<br />
<strong><br />
<a title="#t" name="#t"></a>T</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trailing edge o leech</strong> &#8211; bordo d&#8217;uscita alle cui estremità vengono connesse le back lines.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trapezio o Harness</strong> usato dal kiter intorno alla vita. Può essere tipo waist (fascia) o seggiolino (oltre la fascia si aggancia anche alle gambe). Ha un gancio davanti (spreader bar) che ne permette la connessione alla control bar. La sua funzione è quella di scaricare parte della trazione esercitata dal kite sul corpo del kiter invece che sulle sue braccia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Twin tip o bidirezionale</strong> &#8211; la più tipica tavola usata per il kitesurfing , come uno snowboard ha punte e code identiche può essere quindi indifferentemente utilizzata in ogni senso di marcia. Normalmente queste tavole vanno da 120cm a 160cm. La loro lunghezza e larghezza sono direttamente proporzionali alla loro capacita di sostenere un individuo e inversamente proporzionali alla capacita di gestire venti molto forti.<br />
<strong><br />
<a title="#v" name="#v"></a>V</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vento apparente</strong> &#8211; vento percepito dal kite o dal rider mentre è in navigazione. Normalmente è maggiore del vento reale che sta soffiando in quello stesso momento. Se per esempio spira vento da nord a 10 nodi e il kiter si sta muovendo verso ovest sempre a 10 nodi il vento apparente, quindi percepito dal kite o dal rider e di 14 nodi La direzione del vento apparente si muove nella direzione in cui si naviga d?accordo con l?aumento della velocità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vento termico</strong> &#8211; vento originato dalla differenza di temperatura delle masse d&#8217;aria presenti in due zone differenti. Normalmente la massa di aria fredda presente sul mare rispetto a quella calda presente sulla terra.<br />
<strong><br />
<a title="#w" name="#w"></a>W</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Wakeboard</strong> &#8211; tavola bidirezionale utilizzata normalmente per farsi trainare da un motoscafo usando l&#8217;onda prodotta da quest&#8217;ultimo come rampa di lancio. E&#8217; sempre provvisto di attacchi a scarponcino che permettono una presa sull&#8217;acqua esagerata. Questa può essere utilizzata per fare kite con l&#8217;unico svantaggio della scomodità degli scarponcini non sempre facili da mettere e togliere, oltre che fastidiosi dopo un certo tempo passato in acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Wind range</strong> &#8211; il campo di utilizzo di un kite, normalmente espresso i nodi. Ad esempio un kite da 16mq ha normalmente un range tra i 10 e i 16 nodi. Il range viene influenzato notevolmente dal peso del rider, nel senso che due atleti di diverso peso avranno bisogno di due ali di diversa misura per uscire con lo stesso range di vento. Per esempio per uscire con un vento da 10 a 16 nodi un atleta pesante dovrebbe usare una vela di 16/18Mq mentre uno estremamente leggero potrebbe usarne una di 12/14 Mq.</p>
<p><strong><a title="#z" name="#z"></a>Z</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zenith</strong> &#8211; il punto in cui si trova il kite quando sta sopra alla vostra testa, fermo pronto per partire.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8230;e adesso tutti in acqua!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">KITEPOINT STYLE!!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SCELTA DELLO SPOT PER IL KITESURFING</title>
		<link>http://www.kitepoint.it/scelta-dello-spot-per-il-kitesurfing/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[TUTTO QUEL CHE DOVETE SAPERE SU UNO SPOT: LO SPOT (PUNTO DÌ USCITA) è il luogo che presenta le caratteristiche vento/terra/acqua adatte alla pratica del kitesurf e dove tutti i riders si riuniscono per praticarlo. Fondamentale è la sua scelta per aumentare il vostro divertimento e la vostra sicurezza!! Molti sono i fattori che entrano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>TUTTO QUEL CHE DOVETE SAPERE SU UNO SPOT:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LO SPOT</strong> (PUNTO DÌ USCITA) è il luogo che presenta le caratteristiche vento/terra/acqua adatte alla pratica del kitesurf e dove tutti i riders si riuniscono per praticarlo.<br />
Fondamentale è la sua scelta per aumentare il vostro divertimento e la vostra sicurezza!!<br />
Molti sono i fattori che entrano in gioco e che dobbiamo valutare, quando  scegliamo dove praticare il kitesurf.. tre i principali!!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img src="../vecchio/images/stories/news/intervistasimo.jpg" alt="" width="380" height="212" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>1°- SCELTA DELLO SPOT IDEALE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per avere la condizione ideale, dovrete scegliere uno spot dove la direzione del vento sia il più parallela possibile alla spiaggia (vento side).<br />
Con questa condizione, vi troverete ad avere le caratteristiche di vento e di mare più divertenti e adatte al kitesurf!!..<br />
Grazie alle previsioni meteo, reperibili su molti siti internet, oggi si ha la possibilità di sapere anche in anticipo direzione e intensità del vento e di recarsi quindi sullo spot più adatto!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2°- LA VALUTAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare tutte le caratteristiche di uno spot bisogna avere molta esperienza.<br />
Soltanto l’occhio di un kiter molto esperto può valutare con precisione le condizioni ideali ed eventuali pericoli nascosti, sia in acqua che sulla spiaggia..<br />
Uno spot ideale, infatti, deve avere ampi spazi a terra, dove preparare l’attrezzatura ed eseguire le manovre di decollo e atterraggio; il vento più parallelo possibile, per la migliore condizione di partenza e rientro; e la totale assenza di barriere o pericoli in acqua aumenta la vostra sicurezza!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3°- LA CONOSCENZA:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La conoscenza dello spot può aumentare di molto il piacere e la sicurezza delle vostre uscite in mare.<br />
Ci sono posti, infatti, dove il vento può cambiare direzione e intensità in pochi minuti, o dove ci sono pericoli o correnti particolari in acqua, caratteristiche che soltanto i locals (persone del posto) conoscono ed a cui dovete chiedere informazioni!!<br />
Ricordatevi quindi quando cambiate spot di informarvi sul posto, sulle caratteristiche del vento e delle acque…</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Controlla la spiaggia:</strong><br />
assicurati di avere a disposizione un’area circolare di almeno cento metri sgombra da ostacoli e da persone.<br />
Assicurati di avere tutta l’area di volo (30 metri) totalmente libera.<br />
Assicurati che non ci siano scogliere o steccati sottovento.<br />
Avvisa sempre qualcuno di guardarti e di chiamare soccorso in caso di difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Controlla il Mare:<br />
</strong>Assicurati che la corrente ed il vento ti spingano in direzione della spiaggia in caso di rientro a nuoto.<br />
Assicurati che ci sia un mezzo di recupero nelle vicinanze.<br />
Indossa sempre la muta, anche se fa caldo<br />
Non allontanarti troppo al largo e stai a distanza di almeno 300 metri dalla riva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Controlla il vento: </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il vento ideale è quello laterale (side).<br />
Il vento frontale è pericoloso perché ti spinge sulla riva.<br />
Il vento da terra è da evitare assolutamente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="../vecchio/images/stories/news/kitepoint.jpg" alt="spot_kitesurfing" border="0" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>REGOLE DI SICUREZZA PER IL KITESURFING</title>
		<link>http://www.kitepoint.it/regole-di-sicurezza-per-il-kitesurfing/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[Il kitesurfing è uno sport facile da imparare e divertentissimo fin dai primi giorni che si arriva in spiaggia!!. Non dobbiamo sottovalutare il problema della sicurezza, visto che il kitesurfing comunque è uno sport estremo, e che in condizioni meteo marine particolari può divenire pericolo. Per iniziare correttamente questo sport, suggerisco di rivolgervi ad una ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il kitesurfing è uno sport facile da imparare e divertentissimo fin dai primi giorni che si arriva in spiaggia!!.<br />
Non dobbiamo sottovalutare il problema della sicurezza, visto che il kitesurfing comunque è uno sport estremo, e che in condizioni meteo marine particolari può divenire pericolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per iniziare correttamente questo sport, suggerisco di rivolgervi ad una scuola di kitesurf accreditata. Frequentare un corso di kitesurf tenuto da un istruttore federale e poi attenervi il più possibile a quelle poche ma indispensabili regole che avete imparato, e che rendono sicuro questo sport.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzate sempre i dispositivi di sicurezza quali: caschetto, apposito giubbotto galleggiante  che proteggere anche dagli impatti violenti, sistema di sgancio rapido, ed infine un coltellino ad uncino per qualsiasi evenienza. Per quanto riguarda il laccio (leash) per la tavola, sicuramente è utile per non perderla e per evitare che finisca in testa ad altri, ma ricordate che con il leash l’uso del casco diventa fondamentale. Nel caso di cadute infatti, la tavola legata tende a tornare velocemente verso il kiters (effetto molla) ed a colpirlo nella parte che affiora dall’acqua (solitamente la testa)… quindi occhio,usiamo la testa ma non per fermare la tavola..</p>
<p style="text-align: justify;">Distanze di sicurezza: non lanciare il kite o surfare in prossimità di ostacoli siti a meno di 50 metri nella direzione del vento, come la spiaggia stessa, barche o scogli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non provate sollevare l&#8217;ala in assenza di un sistema di sicurezza che permetta di abbatterla rapidamente in caso di emergenza.<br />
Collegate sempre la cima di sicurezza tra voi e il kite. Non vincolatevi in modo definitivo all’ala; in caso di estremo pericolo dovete essere in grado di abbandonare l’attrezzatura.<br />
Non toccate mai le linee quando sono in tensione perchè sono estremamente taglienti e possono facilmente recidere le dita di una mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Controllate sempre e con cura tutti i materiali e meccanismi che utilizzate per il kitesurf.<br />
Sostituite qualsiasi meccanismo difettoso prima di alzare il vostro kite.<br />
Alcuni modelli di barra di controllo montano un meccanismo che permette il blocco della stessa in posizione di massima trazione del kite: non usatelo a meno che non siate veramente esperti!<br />
Se vi vincolate alle linee del kite con uno sgancio rapido, verificate che la sabbia non possa averlo bloccato o che non possa rimanere incastrato nel gancio del trapezio. Tutte le nuove barre sono dotate di sistemi adeguati, ma se la vostra non lo avesse ne esistono in commercio: regalatevene uno sarà un investimento proficuo!</p>
<p style="text-align: justify;">Aspettando il vento: quando il kite è gonfio ma non è utilizzato staccate le linee e bloccatelo con la sabbia o con qualcosa di pesante… molto pesante. Un kite gonfiato vola anche senza pilota, perciò ricordatevi di chi vi sta intorno ed assicurate bene il kite. Il vostro kite può causare gravi danni a chi è nelle vicinanze, se decolla all’improvviso.</p>
<p style="text-align: justify;">Verificate attentamente le condizioni del tempo attraverso la consultazione di previsioni e un buon anemometro. Non dimenticate mai di verificare e valutare con attenzione i cambiamenti del tempo durante la vostra sessione. Le condizioni non devono prevedere temporali o burrasche, eccessivi di salti di intensità del vento che deve comunque essere di intensità adeguata alle proprie capacità tecniche e dell’attrezzatura utilizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Non alzate il kite se il vento soffia perpendicolare alla spiaggia (on shore o peggio off shore): sebbene sia possibile surfare in queste condizioni il rischio di incidenti aumenta.<br />
Rispettare i consigli riportati dal costruttore tra superficie del kite ed intensità del vento, tenendo sempre in considerazione le proprie capacità di controllo in acqua e finché non acquisirete una certa esperienza non usate il kite con più di 15 nodi di vento.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatevi assistere da una persona esperta durante il lancio e l&#8217;atterraggio del kite, in modo che le vostre segnalazioni possano essere interpretate nel modo corretto.</p>
<p style="text-align: justify;">Decollo: far decollare e mantenere il kite basso nella direzione del mare per evitare sollevamenti, cercando di prendere il largo il più velocemente possibile. L&#8217;errore più comune è portare subito l&#8217;ala allo zenit appena decollata: il rischio è di essere sollevati da folate di vento in quota e da quella posizione non si può eseguire nessuna manovra di recupero.</p>
<p style="text-align: justify;">Non giocare in spiaggia e non saltare in prossimità della spiaggia, perchè atterrare dopo una manovra sbagliata sulla sabbia non solo non è piacevole ma è estremamente pericoloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Precedenze. La regola generale dice che la precedenza è di chi ha le mure a destra. Abbiamo le mure a destra quando la mano davanti sul boma, nel senso di marcia è la destra.</p>
<p><img title="sicurezza_kitesurf" src="../vecchio/images/stories/news/kitepoint.jpg" alt="sicurezza_kitesurf" border="0" /></p>
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		</item>
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		<title>ONDE E MAREE PER IL KITESURFING</title>
		<link>http://www.kitepoint.it/onde-e-maree-per-il-kitesurfing/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[IL MOTO ONDOSO Il moto ondoso è dovuto all&#8217;azione dei venti sulla superficie del mare. Tanto più lungo sarà il tratto sul quale soffia il vento ( Fetch ), tanto più grandi, veloci e potenti saranno le onde. Quindi è chiaro il motivo per cui negli oceani il movimento ondoso è più ponente e le onde ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>IL MOTO ONDOSO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il moto ondoso è dovuto all&#8217;azione dei venti sulla superficie del mare. Tanto più lungo sarà il tratto sul quale soffia il vento ( Fetch ), tanto più grandi, veloci e potenti saranno le onde. Quindi è chiaro il motivo per cui negli oceani il movimento ondoso è più ponente e le onde mediamente più alte.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gettiamo un sasso in una pozza, noteremo che le onde si propagheranno in tutte le direzioni fino ad esaurirsi sul primo ostacolo che incontreranno ( in questo caso sulla riva ). E&#8217; importante ricordare che se faremo galleggiare un qualcosa sull&#8217;acqua, vedremo che l&#8217;eventuale oggetto preso in esame non si sposterà in orizzontale, ma soltanto in verticale. Ma per quale motivo esse cominciano a frangere?</p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;onda è possibile distinguere vari elementi: la cresta e il cavo, ossia la parte più rilevata e la parte più depressa, rispettivamente, in rapporto alla superficie orizzontale; l&#8217;altezza, ciò la distanza secondo la verticale tra la cresta e il cavo; la lunghezza, ossia la distanza orizzontale tra due creste o due cavi successivi. Molto importanti sono pure la velocità di propagazione (lo spazio percorso nell&#8217;unità di tempo dalla cresta), il periodo (intervallo di tempo compreso fra due passaggi consecutivi di una cresta nello stesso punto) ed infine la direzione ( orizzonte da cui l&#8217;onda sembra provenire).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img src="../vecchio/images/stories/news/onde_marine.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In mare aperto, dove non si risente l&#8217;influenza dei fondali, le particelle d&#8217;acqua sollecitate dalla forza del vento descrivono orbite circolari le quali si esauriscono a mano a mano che si procede verso il basso; alla fine di ogni loro movimento esse si ritrovano nella medesima posizione di partenza, ossia non c&#8217;? trasporto d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">In prossimità delle coste, quando lo spessore della massa d&#8217;acqua diventa inferiore alla metà della lunghezza d&#8217;onda, le orbite circolari di superficie si deformano progressivamente con la profondità, diventano ellittiche e sempre più schiacciate, fino a che vicino al fondo le particelle si muovono parallelamente ad esso con moto rettilineo alternato. In altre parole la massa d&#8217;acqua tende a sollevarsi e a ruotare fino a ricadere su se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">
Se è vero che le onde rispondono tutte alle stesse leggi della fisica, come mai assumono tante forme diverse?<br />
La diversità dei fondali è infatti la causa del manifestarsi di diverse tipologie di onde, che sono comunque classificabili in due grandi caratteristiche, quelle ripide oceaniche e i frangenti di spiaggia. A rendere così diverse tra loro queste due onde non è la considerevole differenza di lunghezza d&#8217;onda, bensì le barriere coralline chiamate anche Reef; è proprio l&#8217;urto improvviso contro questa barriera ad innalzare l&#8217;acqua in maniera così ripida, e a rendere le onde oceaniche così potenti.</p>
<p>L&#8217;onda comincia a frangere quando il fondale diventa pari all&#8217;altezza dell&#8217;onda stessa: più sarà brusco lo sbalzo di profondità, più i frangenti saranno ripidi e potenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img src="../vecchio/images/stories/news/formazione_delle_onde.gif" alt="" width="478" height="206" border="0" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I VENTI PER IL KITESURFING</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ventoè l&#8217;elemento indispensabile che ci permette di praticare il kitesurf. In base alla direzione di provenienza, i nostri avi hanno dato dei nomi specifici per ogni vento distinguendone otto principali,racchiusi nella rosa dei venti: Le prime notizie sulla rosa dei venti risalgono ai poemi omerici; per i Greci, le prime rose dei venti usate, avevano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il vento</strong>è l&#8217;elemento indispensabile che ci permette di praticare il kitesurf.</p>
<p style="text-align: justify;">In base alla direzione di provenienza, i nostri avi hanno dato dei nomi specifici per ogni vento distinguendone otto principali,racchiusi nella <strong>rosa dei venti:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le prime notizie sulla rosa dei venti risalgono ai poemi omerici; per i Greci, le prime rose dei venti usate, avevano soltanto quattro punte, corrispondenti ai punti cardinali, in seguito verranno aggiunti i quattro punti inter-cardinali arrivando così agli attuali otto, corrispondenti ai venti. La rosa dei venti a sedici punte invece comparve all’inizio del Medioevo dopo l’introduzione della bussola ma resterà in uso quella ad otto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo alcuni furono gli Amalfitani a coniugare la bussola con la rosa dei venti, diffondendola poi nei paesi vicini; secondo altre versioni, invece, l’individuazione dei venti da riportare nella Rosa, ebbe luogo nell’isola greca di Zante, poiché proprio su quella località in vari periodi dell’anno spiravano tutti i venti conosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così da nord spira la Tramontana o Borea, da nord-est il Greco o Grecale, da est il Levante, da sud-est lo Scirocco, da sud l’Austro od Ostro, da sud-ovest il Libeccio, da ovest il Ponente e da nord-ovest il Maestro o Maestrale (la direzione del vento è indicata da appositi strumenti detti anemoscopi).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la rappresentazione dela direzione del vento secondo la “Rosa dei venti&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img title="rosa_dei_venti" src="../vecchio/images/stories/scuola/rosa_dei_venti.jpg" alt="rosa_dei_venti" border="0" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I VENTI E LE SUE CARATTERISTICHE :</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA TRAMONTANA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un vento freddo proveniente da nord, frequente in Liguria, soprattutto in inverno, dove spira con particolare violenza, in particolare allo sbocco delle valli, causando repentini e considerevoli cali di temperatura. Puo&#8217; verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni quando e&#8217; associata ad un sistema perturbato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL GRACALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un vento catabatico nord-orientale, che soffia nel Mar Adriatico, in Grecia e in Turchia. Il nome deriva dal fatto che e&#8217; un vento settentrionale, &#8220;boreale&#8221;, a cui si rifa&#8217; anche la figura mitologica greca chiamata Borea. La Bora e&#8217; famosa soprattutto a Trieste, dove soffia specialmente in inverno ed e&#8217; definita &#8220;Bora chiara&#8221; in presenza di bel tempo o &#8220;Bora scura&#8221; in condizioni di tempo perturbato.  Questo tipo di vento puo&#8217; raggiungere velocita&#8217; di 150 chilometri all&#8217;ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL LEVANTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il vento origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari e soffia verso Est per raggiungere la sua massima intensita&#8217; attraverso lo Stretto di Gibilterra. La sua influenza e&#8217; sentita fino in Italia sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell&#8217;Adriatico. E&#8217; un vento fresco e umido, portatore di nebbie e precipitazioni, riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove puo&#8217;  provocare mare agitato e trombe marine. Il vento puo&#8217; manifestarsi in qualunque periodo dell&#8217;anno, ma ricorre comunemente fra luglio e ottobre. D&#8217;inverno, il Levante e&#8217; spesso accompagnato da piogge forti. Il nome del vento deriva da levante (dove si leva il sole) inteso come Est, il punto cardinale da cui ha origine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LO SCIROCCO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un vento caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e da altre regioni del nord Africa.<br />
Nasce da masse d&#8217;aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mediterraneo. L&#8217;aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso orario spinge questa massa d&#8217;aria sulle coste delle regioni del sud Europa.<br />
Lo scirocco secca l&#8217;aria ed alza la polvere sulle coste del Nord Africa, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo ed umido sull&#8217;Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni.<br />
Questi venti soffiano piu&#8217; di frequente, con velocita&#8217; fino a 100 Km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un massimo nei mesi di marzo e novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OSTRO o MEZZOGIORNO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal latino Auster, vento australe è il nome tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mar Mediterraneo; e&#8217; anche detto vento di Mezzogiorno. L&#8217;ostro e&#8217; un vento caldo e umido portatore di piogge. I suoi effetti sul clima italiano sono piuttosto deboli e poco sensibili. L&#8217;Ostro e&#8217; a volte identificato col Libeccio o lo Scirocco ai quali e&#8217; simile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LIBECCIO:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soffia da Sud Ovest, anche detto Africo o Garbino.<br />
Vi sono piu&#8217; ipotesi sul nome: la piu&#8217; diffusa, e&#8217; che  presa l&#8217;isola di Creta come punto dove posizionare la nostra rosa dei venti avremo nella direzione di sud/ovest la Libia (antico nome del continente africano) da cui il nome libeccio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PONENTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; anche detto Zefiro o Espero e&#8217; un vento del Mar Mediterraneo che spira da Ovest. E&#8217; il vento caratteristico delle perturbazioni atlantiche che attraversano il mediterraneo da ovest verso est. I suoi effetti sono sentiti soprattutto sul Mar Tirreno e sul Mare Adriatico centro-meridionale. Il Ponente e&#8217; un vento fresco tipico dei pomeriggi estivi; cosi&#8217; come il Libeccio puo&#8217; essere portatore di maltempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MAESTRALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un vento forte e freddo proveniente da Nord-Ovest, tipico della stagione invernale, che soffia con particolare frequenza soprattutto in Sardegna e nella Valle del Rodano, in Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img title="venti_kitesurf" src="../vecchio/images/stories/news/kitepoint.jpg" alt="venti_kitesurf" border="0" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NOZIONI METEO PER IL KITESURFING</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PRESSIONE ATMOSFERICA:La pressione atmosferica per un certo punto della superficie terrestre è determinata dal peso della colonna d&#8217;aria sovrastante. Le isobare sono le linee congiungenti i punti di eguale pressione e, opportunamente intervallate nei valori, rappresentano le carte isobariche. Le isobare delimitano particolari configurazioni bariche, responsabili principali dell&#8217;andamento del tempo:Depressione o zona di bassa ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA PRESSIONE ATMOSFERICA:</strong>La pressione atmosferica per un certo punto della superficie terrestre è determinata dal peso della colonna d&#8217;aria sovrastante. Le isobare sono le linee congiungenti i punti di eguale pressione e, opportunamente intervallate nei valori, rappresentano le carte isobariche. Le isobare delimitano particolari configurazioni bariche, responsabili principali dell&#8217;andamento del tempo:<strong>Depressione o zona di bassa pressione:</strong> insieme di isobare chiuse su di una zona in cui la pressione appare sempre più bassa procedendo verso il centro;</p>
<p><strong>Anticiclone o zona di alta pressione:</strong> la pressione appare sempre più alta procedendo verso il centro;</p>
<p><strong>Pressione livellata:</strong> zona di pressione uniforme.</p>
<p>Quanto più le isobare sono vicine, tanto più la variazione della pressione è rapida.</p>
<p><img src="http://www.kitepoint.it/vecchio/images/stories/news/nozioni1.gif" alt="" border="0" /></p>
<p>La distribuzione delle zone di alta e bassa pressione sulla terra è estremamente variabile da zona a zona e nelle stagioni, anche se segue delle leggi che di massima si ripetono (es.: anticiclone delle Azzorre, che nei mesi estivi tende ad estendersi a tutto il Mediterraneo occidentale).</p>
<p><strong>I VENTI</strong></p>
<p>I venti, moti pressoché orizzontali delle masse atmosferiche, sono direttamente collegati alle situazioni bariche. Essi tendono a &#8220;colmare la pressione&#8221; &#8211; cioè ad andare dalle zone di alta a quelle di bassa pressione &#8211; e sono tanto più forti quanto maggiore è la variazione della pressione (gradiente barico). Principalmente per effetto della rotazione della terra nell&#8217;emisfero Nord il vento, procedendo dall&#8217;alta alla bassa pressione, tende a deviare verso destra fino a formare con le isobare un angolo intorno ai 20°.</p>
<p><img src="http://www.kitepoint.it/vecchio/images/stories/news/nozioni2.gif" alt="" border="0" /></p>
<p><strong>Per quanto detto, allora</strong>:</p>
<p>La forza del vento è direttamente proporzionale alla vicinanza delle isobare, cioè al variare del gradiente barico, e la sua direzione segue l&#8217;andamento delle isobare: nell&#8217;emisfero Nord, il vento spira in senso orario attorno alle zone di alta pressione (circolazione anticiclonica: dall&#8217;alta alla bassa pressione deviando verso destra), in senso antiorario attorno alle zone di bassa pressione (circolazione ciclonica: verso la bassa pressione deviando verso destra).</p>
<p>Interessante ricordare la regola di Buys-Ballot valida per l&#8217;emisfero Nord: volgendo la faccia al vento, si ha la bassa pressione sulla destra un pò indietro, e l&#8217;alta pressione sulla sinistra un pò avanti.</p>
<p>Mentre negli oceani si verificano anche venti permanenti come gli Alisei o periodici come i Monsoni, nel Mediterraneo soffiano venti locali come Tramontana, Scirocco, Maestrale, Grecale. Soprattutto nel periodo estivo, in condizioni di tempo stabile e bello si verificano le brezze di mare e di terra, provocate dal maggior riscaldamento diurno della terra (brezza dal mare) e dalla maggiore conservazione del calore da parte del mare durante la notte (brezza dalla terra).</p>
<p>Sotto l&#8217;aspetto della circolazione generale dell&#8217;atmosfera alle nostre latitudini (regioni extratropicali), si può dimostrare che dominano correnti di SW che, al crescere della latitudine, assumono man mano una direzione occidentale (correnti da W). Si può quindi affermare che il tempo sull&#8217;Europa e sul Mediterraneo proviene da Ovest e va verso Est. Questo non vuol dire peraltro che particolari situazioni bariche non possano fare pervenire venti e perturbazioni da Est: è tutto il sistema che comunque si sposta verso Ovest.</p>
<p><strong> IL MARE</strong></p>
<p>Le onde sono l&#8217;effetto dell&#8217;azione del vento sul mare. Le loro dimensioni sono in rapporto alla forza del vento e alla lunghezza della superficie marina che il medesimo investe (fetch), ossia al tempo e allo spazio in cui esse sono alimentate. Le onde provenienti dal largo verso la costa risentono dei fondali e via via che questi salgono, frangono pericolosamente (frangenti).</p>
<p>Pertanto, importantissima per la navigazione è la posizione della costa rispetto al vento: costa sopravvento, sempre sicura (piccole onde vive), costa sottovento pericolosa per i frangenti.</p>
<p>Le onde sono caratterizzate dai quattro noti elementi: lunghezza, altezza, periodo, velocità.</p>
<p><strong>LA TEMPERATURA E L&#8217;UMIDITÀ ATMOSFERICHE</strong></p>
<p>Esse costituiscono i due elementi fondamentali per la comprensione dei fenomeni atmosferici, perché caratterizzano le masse d&#8217;aria.</p>
<p>La più importante fonte diretta di calore per l&#8217;aria è la superficie terrestre che reirradia il suo calore, tanto maggiore quanto più i raggi del sole la colpiscono verticalmente. Le variazioni della temperatura saranno quindi giornaliere, stagionali, in funzione della latitudine e dell&#8217;altezza sul livello del mare.</p>
<p>L&#8217;umidità atmosferica è dovuta all&#8217;evaporazione prodotta sulle superfici acquee e sulle fonti secondarie dalla azione calorifica della radiazione solare. Il vapore si diffonde negli strati atmosferici inferiori, distribuito in funzione della temperatura e del tipo di regione. La quantità di vapore che l&#8217;aria può contenere è funzione della temperatura: l&#8217;aria si definisce satura quando contiene la massima quantità di vapore compatibile con la sua temperatura. La quantità di vapore d&#8217;acqua necessaria alla saturazione diminuisce rapidamente al decrescere della temperatura.</p>
<p>Una porzione d&#8217;aria che compia un movimento verticale tende ad espandersi per la maggiore rarefazione dell&#8217;aria e quindi a raffreddarsi. Tale effetto di raffreddamento si riduce tanto più quanta più umidità contiene l&#8217;aria, perché viene attenuato dal calore prodotto dal vapore che condensa.</p>
<p>Una massa d&#8217;aria che sale si dice instabile quando la sua temperatura alle varie quote tende a rimanere maggiore di quella degli strati in cui viene mano a mano a trovarsi, rispetto ai quali risulterà pertanto costantemente più leggera tendendo, di conseguenza, a continuare l&#8217;ascesa.</p>
<p>Una massa d&#8217;aria si dice invece stabile quando la distribuzione della temperatura con l&#8217;altezza diminuisce in maniera tale da ostacolare i moti convettivi. Per quanto detto, a parità di altre condizioni, una massa d&#8217;aria è tanto più instabile quanto maggiore è l&#8217;umidità che contiene.</p>
<p><strong>LE NUBI, LE PRECIPITAZIONI E LE NEBBIE</strong></p>
<p>Quando la temperatura di una porzione d&#8217;aria in salita si abbassa tanto da far condensare il vapore contenuto al di sopra del livello di condensazione, si formerà una nube. Oltre tale livello l&#8217;aria instabile tende a seguitare il suo moto determinando una nube con sviluppo verticale; per contro, il moto dell&#8217;aria stabile tenderà a smorzarsi sviluppando una nube in senso orizzontale (stratificata).</p>
<p>Così nubi caratteristiche d&#8217;instabilità sono i cumuli (Cu) e i cumulonembi (Cb) &#8211; dai contorni delineati e ad accentuato sviluppo verticale &#8211; che vanno dalle piccole nubi lungo la costa foriere di buon tempo che non danno mai pioggia, ai cumuli più notevoli che indicano spesso l&#8217;arrivo di masse d&#8217;aria fredda, provocando a volte acquazzoni ma più spesso raffiche di vento disordinate e violente, ai grandi cumulonembi che testimoniano la presenza di fortissime correnti ascendenti e provocano rovesci violenti di pioggia e di grandine e venti violenti che variano notevolmente di direzione.</p>
<p>Nubi di stabilità sono i cirri (Ci), i cirrostrati (Cs), gli altostrati (As), i nembostrati (Ns), gli strati (St), che sono decrescenti in quota, vanno da una modesta copertura in quota dei cirri agli strati nuvolosi densi dei nembostrati e a volte strati e caratterizzano solitamente l&#8217;arrivo di masse d&#8217;aria calde. Nubi di limitata instabilità sono i cirrocumuli (Cc), gli altocumuli (Ac), gli stratocumuli(Sc).</p>
<p>Le precipitazioni si verificano allorquando le particelle di vapore acqueo raggiungono dimensioni tali da non poter più mantenersi in sospensione nell&#8217;aria. In funzione della temperatura esse possono essere allo stato liquido o solido.</p>
<p>Le nebbie, forme di condensazione del vapor d&#8217;acqua a contatto con suolo o con mare, possono crearsi per irraggiamento, per avvezione, per evaporazione. Quelle che possono interessare i nostri mari sono le ultime due, che si formano quando una massa d&#8217;aria umida scorre sulla superficie marina più fredda, oppure quando si verificano evaporazioni da superfici acquee più calde dell&#8217;aria.</p>
<p><strong>LE MASSE D&#8217;ARIA E I FRONTI</strong></p>
<p>Le masse d&#8217;aria sono porzioni dell&#8217;atmosfera ricoprenti ampie superfici, caratterizzate da temperatura e umidità pressoché uniformi all&#8217;interno delle stesse. Tali caratteristiche vengono assunte nelle zone di origine. Così, ad esempio, si hanno arie artiche, fredde secche e stabili, arie tropicali, calde ricche d&#8217;umidità, instabili all&#8217;origine.</p>
<p>Le masse d&#8217;aria con le loro proprietà fisiche si muovono trasportate dalle circolazioni dei venti e vengono normalmente indicate con le loro caratteristiche termodinamiche anziché con quelle delle regioni di origine: così si avranno masse d&#8217;aria calde e masse d&#8217;aria fredde.</p>
<p>Quando due masse d&#8217;aria entrano in contatto, si formano delle zone di discontinuità denominate superfici frontali. Esse sono sempre inclinate verso l&#8217;aria fredda che tende ad incunearsi sotto quella calda. La superficie frontale interseca la superficie terrestre secondo una linea denominata fronte. In relazione alla mobilità delle masse d&#8217;aria si hanno fronti caldi (massa calda che avanza), freddi (massa fredda che avanza) e occlusi, che sono un incontro dei due tipi di fronti con tre differenti tipi di aria.</p>
<p>La violenza dei fronti e quindi l&#8217;entità dei fenomeni connessi dipendono dalle caratteristiche fisiche delle due masse d&#8217;aria che si scontrano.</p>
<p><img src="http://www.kitepoint.it/vecchio/images/stories/news/nozioni3.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Col fronte caldo l&#8217;aria calda sale lentamente sopra quella fredda, si verificano i fenomeni nuvolosi caratteristici del regime di &#8220;stabilità&#8221;, cioè dai cirri ai nembostrati, con precipitazioni sotto gli altostrati e i nembostrati. La pressione col sopraggiungere dell&#8217;aria calda, e quindi meno densa, diminuisce gradualmente fino al passaggio del fronte. I venti non riserbano grandi sorprese fino a detto passaggio e continuano a spirare dai quadranti meridionali. Al passaggio del fronte il vento cambia bruscamente di direzione ruotando in senso orario (es. da S a SW e poi NW; si ricordi la circolazione antioraria intorno alle basse pressioni).</p>
<p>Fronte freddo Col fronte freddo l&#8217;aria fredda avanzando si incunea sotto quella calda che viene sollevata violentemente verso l&#8217;alto creando depressione. Si vengono a verificare i fenomeni caratteristici della &#8220;instabilità&#8221; con relative formazioni nuvolose cumuliformi e nembostrati e precipitazioni violente. La pressione diminuisce irregolarmente fino al passaggio del fronte, poi aumenta repentinamente accompagnata da una diminuzione della temperatura e da un rinforzo del vento, che gira rapidamente anche di 180° in senso orario (es. da SW a NW). Prima del passaggio del fronte sotto gli imponenti fenomeni nuvolosi si possono verificare groppi di vento anche violenti di direzione estremamente variabile.</p>
<p>Con i fronti occlusi le manifestazioni sono simili a quelle viste per i fronti caldi e freddi.</p>
<p>Le grandi depressioni sono solitamente precedute da un fronte caldo e seguite da un fronte freddo.</p>
<p><img src="http://www.kitepoint.it/vecchio/images/stories/news/nozioni4.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p><strong>I TEMPORALI</strong><br />
I temporali isolati, prevalentemente estivi, sono fenomeni locali talvolta violenti che si generano anche in regimi di tempo buono, a seguito di movimenti verso l&#8217;alto di piccole masse d&#8217;aria calde e umide e quindi estremamente instabili che, se le condizioni sono propizie, si autoalimentano fino a trasformare il cumulo iniziale in cumulonembo, che si sposta in condizione di pressione pressoché livellata alla velocità dell&#8217;aria circostante. Le prime raffiche di vento sono calde, mentre al passaggio del temporale il vento rinforza e diventa freddo, provenendo dalla parte alta della nuvola, e cambia repentinamente la direzione.</p>
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		<title>ORDINANZA BALNEARE PER IL KITESURFING</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c.pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL KITESURFING]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;utilizzo e la pratica del kitesurf è disciplinato dall&#8217;ordinanza di sicurezza balneare!! L&#8217;ordinanza di sicurezza balneare è un provvedimento amministrativo emanato dal locale ufficio del Corpo delle capitanerie di porto &#8211; Guardia Costiera competente per territorio per disciplinare gli aspetti relativi alla sicurezza della navigazione, dei bagnanti e degli utenti in genere. Tale ordinanza quindi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;utilizzo e la pratica del kitesurf è disciplinato dall&#8217;ordinanza di sicurezza balneare!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ordinanza di sicurezza balneare è un provvedimento amministrativo emanato dal locale ufficio del Corpo delle capitanerie di porto &#8211; Guardia Costiera competente per territorio per disciplinare gli aspetti relativi alla sicurezza della navigazione, dei bagnanti e degli utenti in genere.</p>
<p>Tale ordinanza quindi disciplina l&#8217;utilizzo di natanti a motore come barche e moto d&#8217;acqua, ma anche attività sportive come le canoe, kayak, kitesurf, windsurf e surf.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo sapere quindi che dal 1° maggio al 30 settembre di ogni anno l&#8217;uso delle spiagge, dei litorali e delle acque dove si esercita l&#8217; attività del kitesurf è disciplinato dalla presente ordinanza!!</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il regolamento/ordinanza generale per la navigazione con il kitesurf in italia:</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>NAVIGAZIONE ED USO DELLE TAVOLE CON AQUILONE (KITESURF)</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Articolo 23</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">(Impiego delle tavole con aquilone)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>L’uso delle tavole con aquilone, di seguito denominate kitesurf, è consentito</p>
<p style="text-align: justify;">esclusivamente a coloro i quali abbiano compiuto i 14 anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong>Durante l’utilizzo dei kitesurf è obbligatorio:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong>indossare permanentemente un giubbotto salvagente omologato, di categoria “<em>ad</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>uso sportivo</em>” nonché un caschetto di protezione;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong>dotare i kitesurf di un dispositivo di sicurezza che permetta l’apertura dell’ala e il</p>
<p style="text-align: justify;">conseguente sventamento, mantenendola comunque vincolata alla persona. A</p>
<p style="text-align: justify;">titolo esemplificativo per il kitesurf con barra di controllo a due linee, il</p>
<p style="text-align: justify;">dispositivo di sicurezza può essere costituito da uno sgancio rapido su una delle</p>
<p style="text-align: justify;">due linee; sull’altra linea, invece, da una ritenuta di sicurezza vincolata alla</p>
<p style="text-align: justify;">persona di lunghezza tale da consentire lo sventamento dell’ala. Per il kitesurf</p>
<p style="text-align: justify;">21</p>
<p style="text-align: justify;">con barra di controllo a quattro o cinque linee il dispositivo di sicurezza può</p>
<p style="text-align: justify;">essere costituito da uno sgancio rapido sul de-power (ritenuta di sicurezza</p>
<p style="text-align: justify;">vincolata alla persona di lunghezza tale da consentire lo sventamento dell’ala);</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong>munirsi di un attrezzo idoneo a recidere le cime in caso di emergenza;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong>E’ vietato lasciare il kitesurf incustodito senza avere scollegato almeno un lato dell’ala</p>
<p style="text-align: justify;">e riavvolto completamente i cavi sul boma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Articolo 24</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Navigazione con i kitesurf)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>L’esercizio del kitesurf è consentito:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong>al di fuori di metri 200 dalle spiagge e metri 100 dalle scogliere/coste a picco, e</p>
<p style="text-align: justify;">comunque entro 1 miglio dalla costa;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong>in ore diurne e con condizioni meteomarine favorevoli (assenza di raffiche ed</p>
<p style="text-align: justify;">intensità di vento non superiore a 20 nodi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong>Con i kitesurf è comunque vietato:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong>navigare all’interno dei porti del Circondario Marittimo di Cagliari, nelle zone di</p>
<p style="text-align: justify;">mare destinate all’ancoraggio e partenza delle navi e lungo le rotte di accesso alle</p>
<p style="text-align: justify;">medesime;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong>navigare nel tratto di mare di metri 200 dalle spiagge e metri 100 dalle</p>
<p style="text-align: justify;">scogliere/coste a picco, in quanto prioritariamente destinato alla balneazione, ai</p>
<p style="text-align: justify;">sensi della presente ordinanza;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong>navigare a distanza inferiore a metri 500 dall’imboccatura dei porti del</p>
<p style="text-align: justify;">Circondario Marittimo di Cagliari;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong>navigare a distanza inferiore a metri 500 dalle piattaforme, pontili, impianti fissi</p>
<p style="text-align: justify;">di acquacoltura e segnali indicanti attrezzi da pesca;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e) </strong>navigare a distanza inferiore ai 500 metri da segnalamenti marittimi e da</p>
<p style="text-align: justify;">galleggianti o unità che segnalano la presenza di subacquei o liberi nuotatori;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>f) </strong>navigare in prossimità di foci di fiumi, canali e collettori di qualunque genere;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>g) </strong>navigare entro un raggio di metri 200 da ostacoli fissi presenti sottovento;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>h) </strong>navigare all’interno degli schemi di separazione del traffico navale esistenti nella</p>
<p style="text-align: justify;">rada di Cagliari e Sarroch, evidenziati in colorazione viola nella carta nautica n°</p>
<p style="text-align: justify;">299 edita dall’Istituto Idrografico della Marina Militare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Articolo 25</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Corridoi di atterraggio per kitesurf)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>Nella zona di mare prioritariamente destinata alla balneazione (metri 200 dalle spiagge</p>
<p style="text-align: justify;">e metri 100 dalle scogliere/coste a picco) l’atterraggio e la partenza dei kitesurf deve</p>
<p style="text-align: justify;">avvenire obbligatoriamente all’interno di appositi <strong>corridoi di atterraggio </strong>aventi le</p>
<p style="text-align: justify;">seguenti caratteristiche:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong>larghezza: fronte a spiaggia minimo 30 mt. ad allargarsi fino ad una ampiezza di</p>
<p style="text-align: justify;">mt. 80 ad una distanza dalla costa di mt. 100;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong>devono essere delimitati lateralmente fino alla distanza di 250 mt. dalla spiaggia</p>
<p style="text-align: justify;">da due linee di boe di colore arancione ad una distanza massima di mt. 20 l’una</p>
<p style="text-align: justify;">dall’altra;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong>i corpi morti delle boe costituenti le predette linee devono essere collegati fra</p>
<p style="text-align: justify;">loro sul fondo mediante una cima non galleggiante;</p>
<p style="text-align: justify;">22</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong>per agevolare l’individuazione dei corridoi di rientro in spiaggia l’ultimo</p>
<p style="text-align: justify;">gavitello esterno (destro e sinistro) posto al limite della linea dei 250 mt. deve</p>
<p style="text-align: justify;">essere di colore arancione ed avente un diametro di 80 cm., con indicato il nome</p>
<p style="text-align: justify;">del titolare e il numero di autorizzazione rilasciato dall’Amministrazione</p>
<p style="text-align: justify;">concedente;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e) </strong>ogni gavitello dovrà riportare la dicitura <strong>“CORRIDOI USCITA KITESURF –</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VIETATA LA BALNEAZIONE”</strong>; tale divieto deve essere inoltre riportato su</p>
<p style="text-align: justify;">apposito cartello sistemato sulla battigia all’ingresso del corridoio, riportante la</p>
<p style="text-align: justify;">stessa dicitura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riporta di seguito una schema esemplificativo dei corridoi di atterraggio destinati ai</p>
<p style="text-align: justify;">kitesurf:</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="canale di lancio kitesurf" src="../vecchio/images/stories/news/canale_kitesurf.jpg" alt="canale di lancio kitesurf" width="539" height="265" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong>Norme di comportamento:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong>la partenza ed il rientro devono avvenire con la tecnica del body drag (farsi</p>
<p style="text-align: justify;">trascinare dall’aquilone con il corpo in acqua fino ad una distanza di 100 mt. dalla</p>
<p style="text-align: justify;">battigia);</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong>nei 100 mt. sopracitati è consentito il transito di un kitesurf per volta, con diritto di</p>
<p style="text-align: justify;">precedenza ai mezzi in rientro;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong>l’impiego del corridoio è limitato alle operazioni di atterraggio e partenza dalla</p>
<p style="text-align: justify;">spiaggia;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong>L’installazione dei corridoi di atterraggio è soggetta ad apposita autorizzazione da</p>
<p style="text-align: justify;">parte della competente Amministrazione Comunale o Regionale, ai sensi della</p>
<p style="text-align: justify;">Delibera di Giunta Regionale n° 25/42 in data 01.07.2010, ovvero dell’Autorità</p>
<p style="text-align: justify;">Portuale di Cagliari, per gli specchi acquei ricompresi all’interno della relativa</p>
<p style="text-align: justify;">giurisdizione territoriale, sentito preventivamente il parere dell’Autorità Marittima, nel</p>
<p style="text-align: justify;">rispetto delle caratteristiche di cui al precedente comma 1. Il titolare</p>
<p style="text-align: justify;">dell’autorizzazione è responsabile della sistemazione e del perfetto mantenimento della</p>
<p style="text-align: justify;">segnaletica del corridoio di atterraggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong>L’utilizzo dei corridoi di atterraggio è <strong>pubblico, </strong>salvo i casi di eventuali concessioni</p>
<p style="text-align: justify;">demaniali rilasciate ad uso esclusivo in favore di privati concessionari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Articolo 26</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Regole per prevenire gli abbordi in mare)</p>
<p style="text-align: justify;">Mt. 100 Linea di boe</p>
<p style="text-align: justify;">Linea di boe</p>
<p style="text-align: justify;">Mt. 30 mt. 80</p>
<p style="text-align: justify;">SPIAGGIA Mare Mare</p>
<p style="text-align: justify;">Linea di boe</p>
<p style="text-align: justify;">Linea di boe</p>
<p style="text-align: justify;">23</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>Quando due unità kitesurf navigano in rotta di collisione (rilevamento costante e</p>
<p style="text-align: justify;">distanza in diminuzione) quella sopravento deve dare la precedenza sollevando il kite;</p>
<p style="text-align: justify;">quella sottovento, a sua volta, ha l’obbligo di abbassare il kite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong>Quando due unità kitesurf procedono nella stessa direzione, quella sopravento da la</p>
<p style="text-align: justify;">precedenza a quella sottovento sollevando il kite e rallentando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong>Quando un’unità kitesurf incrocia altre unità che navigano a vela dovrà dare loro la</p>
<p style="text-align: justify;">precedenza, sollevando il kite e rallentando, a prescindere dalle mure.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Articolo 27</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Disposizioni particolari)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>Al fine di salvaguardare l’incolumità dell’utenza degli arenili, l’utilizzo di <strong>mezzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>gommati sospinti da aquiloni</strong>, aventi caratteristiche similari ai kitesurf, è vietato</p>
<p style="text-align: justify;">durante la stagione balneare (1 maggio – 31 ottobre), ad esclusione delle aree</p>
<p style="text-align: justify;">appositamente autorizzate a tal fine da parte della competente Amministrazione</p>
<p style="text-align: justify;">Regionale, Comunale ovvero Autorità Portuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong>Si applicano anche a tale fattispecie le prescrizioni di sicurezza previste all’art. 23</p>
<p style="text-align: justify;">della presente ordinanza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.kitepoint.it/wp-content/uploads/2012/02/guardia-costiera3.jpg"><img class="aligncenter" title="guardia-costiera3" src="http://www.kitepoint.it/wp-content/uploads/2012/02/guardia-costiera3-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a></p>
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